mercoledì, 18 novembre 2009

At work




Dedicato a quelli che: "ma tu devi stare lì tutto il tempo?


 
postato da: vinoemirra alle ore 17:43 | link | commenti (3)
categorie: satira, anestesia, vinoemirra
sabato, 14 novembre 2009

Puff!













Eluana La verità.

Il titolo dell’articolo dell’Espresso è di quelli definitivi. Mi ci butto a pesce, avido di risolvere tutti i miei dubbi.

“Ora si sa”. “Stavolta a dircelo è proprio lei, Eluana Englaro”.

Sempre più incuriosito. Ma non era lei a non comunicare? Cosa c’è sotto?

“I danni neuropatologici osservati sono morfologicamente irreversibili – rivela a L’Espresso chi quegli esami li ha condotti e studiati, Vuol dire che quel cervello non poteva guarire”.

Ah, ecco.

“Irreversibili” è la chiave. Cioè se uno ha una malattia inguaribile, magari grave, Dio non voglia a lento andamento, è una boccia persa. Andato. Puff.

Ma... scusa… e tutti quegli articoli che indagavano l’attività cerebrale dei pazienti in stato vegetativo con la risonanza magnetica funzionale e suggerivano che alcuni di questi pazienti rispondono in modo diverso a stimoli per loro familiari (giocare a tennis, la voce di una persona cara…)?

Peggio. Peggio per loro.

Anzi, “paradossalmente la scoperta di coscienza in pazienti gravemente cerebrolesi può fornire ulteriori ragioni per lasciarli morire.” [paradoxically, the discovery of consciousness in very severely brain-damaged patients may provide more reason to let them die.]

E lasciamoli morire, allora.

Certo che, a ben vedere, le malattie “irreversibili” sono tante.

Non solo lo stato vegetativo che dura da anni o i cancri più gravi; anche la demenza senile, per esempio. Che fare?

Definiremo la demenza “malattia terminale” ed eviteremo il rischio che questi pazienti “subiscano interventi potenzialmente onerosi e di beneficio poco chiaro”. Diamine, questi in fase avanzata “perdono la memoria, non riconoscono i familiari, parlano con meno di sei parole, non camminano e sono incontinenti”.

Irreversibili. Terminali. Bocce perse. Andati. Puff.



E io?

Io devo solo ricordarmi alcune cose:

 

       1. non cantare mai la canzone di Claudio Lolli, quella che fa                      
        …”lo sai che siamo tutti morti

   e non ce ne siamo neanche accorti”

così da non far venire in mente a quelli dell’Espresso che la vita è di per sé una malattia mortale.

Irreversibile.

 

      2. prendere il caffè in fretta la mattina, quando mi sveglio. Prima del caffè
       non connetto.



    3. …     Oddio!
       La terza non me la ricordo.
       Puff!

postato da: vinoemirra alle ore 08:42 | link | commenti (2)
categorie: eutanasia, psv
lunedì, 09 novembre 2009

Zona grigia










G. K. Chesterton:“I bambini sono innocenti e amano la giustizia, mentre la maggior parte degli adulti è malvagia e preferisce la misericordia".

 

 

 

Non mi sentivo abbastanza depresso. Dormivo tranquillo anche 5 ore di fila.

Così mi sono iscritto ad un “evento formativo” di quelli dal titolo capace di abbattere un toro:

La morte inattesa e la morte desiderata.

Confesso di aver pensato “Così magari tengo allegri anche i miei 23 lettori sul blog”.

Vado.


Primo giorno: Accanimento terapeutico. Docente: il mio primario. Magari ve ne parlo alla prossima, eh?


Secondo giorno: due Filosofi, di quelli con la maiuscola. La dottoressa dietro di me dice che li ha già sentiti parlare. Sembra abbiano incantato la platea.

Decido di prendere appunti.

Parlano uno dopo l’altro, per quasi due ore, senza una diapositiva che sia una, senza un foglio scritto da seguire.

Titolo: La morte intima e la morte sociale.


Qualcuno, intorno a me, barcolla.

Io, impavido, pancia sotto e giù a stenografare, che neanche quando ero all’università.

A seguire qualcuno di questi appunti, per i più temerari.

La filosofia fa domande, è pubblica, tutti ne parlano, e ne risulta una incertezza pubblica.

La scienza cerca risposte, ma è per pochi, e comunque giunge ad una incertezza, anche se “privata”.

La diminuita fiducia nella scienza non si accorda con l’aumentata richiesta di risultati.

L’incertezza riguarda la “zona grigia” tra la vita e la morte, in particolare per quanto riguarda la sopravvivenza dei corpi. Lo stato vegetativo persistente è paradigmatico di questo accento su corpi resi eccessivamente presenti. Nei reparti specialistici dove siamo stati abbiamo visto corpi, più che persone. Il corpo è presente, la “persona” è una idea che dipende da una storia singolare di relazione. Gli stessi medici non parlano con questi “corpi”, ci parlano i familiari, che però parlano alla “storia” di quel corpo.

Bene diceva Beppino Englaro parlando della figlia: “venitela a vedere”.

E’ necessario riformulare domande e risposte su cosa sia la vita e la morte, perché il concetto di persona è indeterminato, e il corpo è indecisione tra la vita e la morte.

Cos’è naturale? Cos’è artificiale?

La morte è onnipresente nella nostra società, è possibilità da allontanare. La vita è tutto ciò che si oppone alla morte, al punto che prolungare la vita ad ogni costo è un valore.

La morte è un fatto giuridico, oggettivabile, sancito da un giudice.

E’ “il morire” che è rimosso dalla cultura, non la morte. Ci privano del nostro morire e di quello dei nostri cari, e così facendo ci privano del vivere.

 


Dibattito.

Sono convinto di aver frainteso, di aver capito male, trascritto peggio.

No: la domanda è inequivocabile, proiettata sulla prima e unica diapositiva..

Perché non è più possibile stabilire una netta distinzione tra la vita e la morte?

 

V&M:

credo che la domanda non abbia senso.

Il confine tra la vita e la morte è stabilito dalla legge.

E’ vero: la definizione di morte è cambiata nei secoli, e dalla morte “respiratoria” siamo passati alla morte “cardiaca” e oggi alla morte cardiaca si affianca la morte “cerebrale”.

Ma queste non sono definizioni inventate dai giudici. Il giudice ha preso atto che il medico aveva scoperto la circolazione sanguigna. Il giudice ha preso atto che il medico (il rianimatore) aveva reso possibile la morte a cuore battente.

 

Filosofo:

Il concetto giuridico di morte cerebrale è di per sé stesso una violenza, quello che tu chiami morto 50 anni fa lo chiamavi vivo. La “zona grigia” nella realtà è dilatata ben oltre il netto confine giuridico.

 

Medico legale:

Devo contraddirla. Il criterio di  morte cerebrale è essenzialmente di tipo clinico, e il legislatore altro non fa che prendere atto di quanto il medico dice. Del resto nel Regno Unito non esiste una legge che stabilisca la differenza tra la vita e la morte. Lo fa il medico, chiaramente sulla base degli stessi criteri internazionalmente riconosciuti che usiamo in Italia.

Guai se non fosse così.

 

V&M:

La distinzione tra vita e morte è garanzia per il vivo di essere assistito finchè non muore, e per il morto di essere lasciato in pace.

Esistono pazienti gravemente malati, e tra questi i pazienti in stato vegetativo, ma sono vivi.

Altrimenti tanto vale seppellirli subito.

La “zona grigia” esiste eccome, ed è sempre più dilatata,  ma non è certo quella tra vita e morte, che pure campeggia sulle prime pagine dei nostri giornali. Riguarda le cure da offrire a questi pazienti, come agli anziani affetti da demenza o ai bimbi cerebrolesi. Malati gravi ma vivi. Persone più deboli alle quali noi, lo stato, dovremmo offrire la nostra forza.

 

Filosofo:

Quelli che Lei chiama “persone” hanno ben poco di definito se no il corpo. La distinzione tra corpo e persona è sempre esistita. Prenda gli eserciti in guerra. Quegli uomini sono stati spesso definiti “carne da cannone”, “morti da buttare sul tavolo dell’armistizio” e così via. La stessa pratica dei trapianti di organo si basa su presupposti simili. Dobbiamo rifuggire le ipocrisie e riconoscere che tra lo stato vegetativo e la morte cerebrale il confine è labile.

 

V&M:

nella mia guerra non va il soldato “carne da cannone”. Nella mia guerra va il Piero di De Andrè, quello che si chiede se mentre gli sparo in fronte o nel cuore dovrò stare a vedere gli occhi di un uomo che muore. Uomini, persone, non corpi.

E sottolineerei che la diagnosi di morte cerebrale prelude al rapido sfacelo di ogni altra funzione del corpo, oltre a quella respiratoria già irrimediabilmente perduta. Poche ore per procedere all'espianto, poi sarebbe tutto irrimediabilmente perduto.

In stato vegetativo si vive, gravemente malati, anche molti anni. E non c’è solo Beppino Englaro che decide di non alimentare oltre la figlia, c’è anche la famiglia Gorla che in analoghe circostanze decide di accudire la figlia Paola per trentasette anni.

 

Il dibattito si chiude.

I filosofi dicono di provare un senso di frustrazione.

Sarà per la prossima volta.

 

 

postato da: vinoemirra alle ore 10:18 | link | commenti (6)
categorie: eutanasia, morte cerebrale, accanimento terapeutico
mercoledì, 04 novembre 2009

Croci












Stamattina ti volevo tirar giù a schioppettate.

Già. Cosa ci fai attaccato lì, fra la sala 3 e la sala 4?

Inquietante "cadaverino appeso", come diceva quel tale.

Entrano uno dietro l’altro quattro pazienti per un intervento cardiochirurgico.

Sanno cosa rischiano.

E Tu lì, in alto, beffardo.

Qualcuno ti vede, guardando in su.

Qualcuno si segna.

Qualcuno ha gli occhi chiusi e chiede solo di dormire presto.

Tu li vedi tutti, ma mica fai niente.

E allora tanto vale.

Prendo la scopa e ti tiro giù.

Basta con ‘ste croci.

 


Mamma finlandese, come ti capisco.

Non se ne può più.

Croci dappertutto: nelle scuole, negli uffici, nei tribunali, nei bar…

Cristi dappertutto!

Va Via!

E tutte ‘ste chiese, che uno non può guardarsi intorno senza vedere un campanile, e la relativa croce in punta…

Via! Troveremo altri parafulmini!


In quanto all’interno delle chiese, basterà non andare.

Così non Ti vedremo su quelle orrende croci di Cimabue, di Chagall, di Mantegna, del Perugino…

Via! Tu e l’arte siete incompatibili.

I  miei figli cresceranno senza vedere questi orrendi affreschi che ti riguardano (qui una cinquantina).

Se poi le chiese le facciamo brutte o senza crocefisso,  come a Foligno, è pure meglio; non mi daranno fastidio quando ci passerò vicino.


Croci sui monti?

Le abbatteremo.

Croci al collo?

Licenzieremo.


Ci darai qualche problema per eliminare le croci dai segnali stradali,

ma si può fare.

Ad ogni in-crocio metteremo una rotonda.

Ci vorrà del tempo ma non molleremo.


E la scuola: mica la possiamo tener intitolata a Vittorio da Feltre, educatore cattolico tutto messa e preghiera. Scuola "Karl Marx" suona decisamente meglio. A meno di non offendere i genitori anticomunisti.


L’addizione? No, la “più” ricorda troppo la tua croce.

La sostituiremo con un puntino.

La “per”in effetti è una “più” di traverso… Beh, una cosa alla volta.


In quanto a Dante e alla sua Commedia, sarebbe ora di aggiornarsi.

Cristo di qui, Cristo di là… Che laicità è mai questa?

Vuoi mettere Baricco? O Eco?

Se poi Benigni si vorrà adeguare, si adegui, altrimenti peggio per lui.

Finirà a far cruci-verba

(oddio, no! Il Verbo sulla croce!

oddio, no! ho detto oddio!).


Resta il problema della bandiera.

No, non quella italiana. Quella finlandese.

Lì c’è una croce bella grossa. Però Tu non ci sei. Posso sempre dire che sono due linee, quella orizzontale è la linea della terra e quella verticale dell’aria, per esempio.

Poi con le bandiere degli altri ci si metterà d’accordo.


Cara la mia mamma finlandese, lo sai? Mi hai dato un’idea.

Con i soldi che Strasburgo vorrà concedermi per i danni morali che i miei figli hanno subito (5000 euro fan gola anche a me!) offrirò a parenti e amici una pizza.

E sopra una croce di buon olio.

 

 

 

 




postato da: vinoemirra alle ore 17:32 | link | commenti (9)
categorie: chiesa, cronaca, satira
lunedì, 19 ottobre 2009

Uomini e vaccini. Tra due fuochi.










Geniale.
Sarà pandemia come previsto, ma non ci saranno sintomi. Vaccineremo migliaia di persone per una malattia "pressochè asintomatica" ?

Ancora più geniale.
Il picco previsto è in ritardo, e arriverà proprio in coincidenza con il picco della influenza stagionale. 
Bellissimo: potranno dire: avete visto? Avevamo ragione noi.

Ci ammaleremo tutti, ma nessuno lo saprà o saprà di cosa è malato.

Comincio a sospettare che mi vaccinerò dopo essermi malato.

Dottore, sarà pericoloso?

L’informazione sul tema è letteralmente schizofrenica.

C’è chi rassicura,  chi distorce, invocando l’acquisto di macchine salva vita (per inciso presenti in ogni centro di cardiochirurgia)  e chi ricorda preoccupanti  precedenti circa le vaccinazioni (Vedi al numero 2 di questa rassegna stampa, se ti vuoi davvero spaventare).

 

Il virus potrebbe mietere vittime numerosissime a causa del suo potenziale contagioso (la spagnola, la spagnola!), del suo tropismo per le basse vie respiratorie (contrariamente all’influenza stagionale), del fatto che comunque predisporrebbe a sovrainfezioni polmonari batteriche. 

Il vaccino antinfluenzale, per contro, stando allo studio di Juurlink DN et al, (Arch Intern Med 2006; 166: 2217-2221) porterebbe un piccolo, ma significativo aumento del rischio di ospedalizzazione per sindrome di Guillain-Barrè, una malattia rara pressoché incurabile del sistema nervoso periferico, ad esordio rapido, e capace di portare a paralisi totale e insufficienza cardio-respiratoria nell’arco di pochi giorni.

L’ultima vaccinazione anti-pandemica (1976) fu interrotta a causa di un numero eccezionale di casi di sindrome di Guillain-Barré, mentre la temuta pandemia non si verificò, almeno non nelle proporzioni paventate.

Il responsabile di questi guai al sistema nervoso è il vaccino e l’eventualità è rarissima.

 No, il responsabile è l’adiuvante, il famigerato squalene, e le percentuali sono ben più alte.

Ma questo squalene non c’è in tutti i vaccini in commercio. A noi quale faranno?

A meno che il responsabile non sia il conservante al mercurio… 

 

Saranno vaccinate le categorie a rischio, medici e forze dell’ordine in primis.

Moriranno le persone già con funzioni vitali più compromesse.

“Of the more serious cases, more than half of hospitalized people had underlying health conditions or weak immune systems”. 

No, sono paradossalmente più a rischio i giovani, che non hanno mai avuto modo di sviluppare anticorpi simili a quelli contro questo ceppo virale, del tutto nuovo.

 

Il vaccino tarda comunque ad arrivare (i malati no). Perchè?

Dovremmo vaccinare decine di migliaia di persone in pochi giorni (entro i primi di novembre, se vogliamo che l'immunizzazione sia efficace, dopo sarà tardi, essendo necessarie un paio di settimane per avere un livello anticorpale decente).

E’ possibile?

La mia azienda, per dire, convoca i dipendenti per la vaccinazione antinfluenzale stagionale dalle 10 alle 12 di un paio di giorni alla settimana.

Chissà come mai né io né i miei colleghi riusciamo ad andare.

E ancora: il vaccino è certamente efficace o lo hanno messo in commercio in fretta e furia senza adeguati test?

Nel frattempo, assalto agli antivirali.

Sono utili.

No, la loro efficacia nel trattamento dell’influenza in adulti sani  è modesta. Anzi. c'è da temerne seriamente gli effetti colaterali.

Il trattamento con oseltamivir e zanamivir riduce la durata dei sintomi in tutto   di sole 14 ore circa.
L’utilizzo di oseltamivir in 769 pazienti ha evidenziato un’incidenza di complicazioni del 12,2% verso il 18% di quelli trattati con placebo; a   oggi non esiste evidenza che l’uso di questi farmaci porti ad una significativa riduzione delle complicanze.
Nella profilassi post-esposizione l’uso di questi antivirali riduce del 10% il rischio di contrarre l’influenza.

 

E allora, che facciamo?

Giriamo con i fazzoletti d’alcool in tasca per pulire i carrelli dei supermercati?

Rinunciamo a far la comunione e ad intingere le dita nell’acquasantiera

Mah…

In linea di massima, io farei quello che ho fatto negli scorsi anni per la comune influenza.

Mi vaccinerei per la “nuova” influenza se mi sono vaccinato per la “vecchia”

Terrei un antibiotico a portata di mano (non un antivirale, un comune antibiotico) per febbri alte che non passano dopo 4-5 giorni e mi fanno stare male.
postato da: vinoemirra alle ore 09:56 | link | commenti
categorie: cronaca, medicina
venerdì, 16 ottobre 2009

AgorĂ : come agnelli in mezzo ai lupi (luca 10,3)





Agorà

come agnelli in mezzo ai lupi (luca 10,3)

Lì dove il credere si incontra coi grandi temi della vita.
Conversazioni per lasciarsi provocare a vivere da cristiani le sfide dell’oggi

Gli incontri si terranno a Casa Serena alle ore 20.45 nelle seguenti serate:




23 ottobre 2009

"Da dodici a settantantadue”: il cristiano e l’apertura alle culture altre tra accoglienza e legalità
Ospiti: dott. Giampaolo Trevisi, capo della squadra mobile della Polizia di  
           Verona, autore del libro "Fogli di Via"

           don Giuliano Ceschi, direttore della Caritas diocesana
Modera: Enrico Giardini, giornalista de L'Arena



27 novembre 2009
L’operaio e la sua mercede: la sfida del lavoro oggi.
Ospite: Sandro Veronesi, presidente di Calzedonia Spa e della Fondazione san Zeno.
Modera:  Paolo Dal Ben, giornalista de L'Arena



22 gennaio 2009
A due...: affettività e sessualità nella visione cristiana.
Ospite: Dott Ezio Aceti, consulente psicopedagogico del Comune di Milano, direttore del Consultorio familiare di Erba (Como)
Modera: Equipe di Casa Serena



16 febbraio 2010
Agnelli in mezzo ai lupi: cristiani in tempo di minoranza
Ospite: mons. Giancarlo Bregantini, arcivescovo metropolita di Campobasso
           -Bojano

            Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1
Modera: Lorenzo Fazzini, giornalista



19 marzo 2010
Curate i malati: i confini della vita, tra risorse della scienza e sfide dell’etica
Ospite: dott. Bruno Dal Corso, cardiochirurgo dell'ospedale di B.go Trento
            mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona
Modera: Roberto Zoppi, giornalista caporedattore di Telepace



Ebbene sì, siòri e siore!
Sono proprio io quello in fondo alla lista!
Prima del Vescovo!
Che carriera, eh?
Sparato a missile fra giornalisti, monsignori, direttori, capi di polizia, direttori di questo e quest'altro...
Tanto in alto che lassù un anestesista (di fama condominiale, come è noto) stonava un po' e sono stato promosso direttamente cardiochirurgo!

ehm....
ehm-ehm....
ehm-ehm-ehm.....

AIUTO!
NON E' GIUSTO!
COSA HO FATTO DI MALE?
Dai, solo perchè don Nicola, ora al CPG, era curato a Grezzana...
Solo perchè (a me è chiaro) non conosce nessun altro così citrullo da mettersi lì, col Vescovo...

Sentite, mettiamola così: io metto un po' di olio nelle mie due rotelle cerebrali e voi mi suggerite com'è che fareste al posto mio.
Vi va?
Così mi sentirò meno solo e soprattutto meno ... pirla.
Tanto per cominciare contesterei il titolo..................................     (segue?)



postato da: vinoemirra alle ore 19:47 | link | commenti (5)
categorie: segnalèscion, vinoemirra
lunedì, 05 ottobre 2009

Fantasy



  





                                                        






La bioetica è una palude di ideologia. Tutti impantanati, fermi sulle proprie posizioni.

Qualche impercettibile spostamento, al massimo un sussulto.

Molti insulti, specie nei commenti ai vari post.

E io?

Non mi va di riscrivere  all’infinito lo stesso post sul fine vita o sulle pillole della felicità.

La realtà non mi ispira, e allora fuggo nel fantasy.

Nel fantasy, così come nei cartoni animati, puoi dire e leggere cose che altrove ti tirerebbero addosso le ire di mezzo mondo.

Illuminante la sorte di Mr. Incredibile

Nel fantasy bene e male si fronteggiano, si intersecano, si confondono e si stemperano di continuo, pur rimanendo distinti.

Eroi e persone comuni si scambiano i panni. Creature più o meno magiche ragionano come uomini, e viceversa. Nelle pieghe della storia gli autori infilano filosofia e morale, propongono riflessioni senza imporre soluzioni.

Filo rosso comune il libero arbitrio, la possibilità di decidere il proprio destino di fronte alle situazioni più complicate.

 

Il fantasy mi tonifica.

Però non sono un esperto nemmeno di fantasy, nonostante sia stato un “babbano” della primissima ora, seguendo le peripezie di Harry Potter con passione, almeno nei primi quattro capitoli. Poi ho dovuto ricorrere a qualche   aiutino per capire il resto. Ho visto solo il primo film.


Sono stato con Eragon sulle ali di Saphira.  Se penso che il suoAutore lo ha scritto a 15 anni…

Ho letto con più fatica Eldest  ma Brisingr  mi è davvero piaciuto.

Il film tratto dal primo episodio è orribile.

Non sono riuscito a leggere “Il signore degli anelli”, arenandomi faticosamente verso pagina 450, convinto che l’Autore non avesse idea di cosa avrebbe scritto nella pagina successiva, di questo che per molti è il capolavoro fantasy del secolo.

Tolkien deve essere troppo geniale per me, e c’è chi giura che la saga di Frodo & C. è ricalcata sull’esodo del popolo ebraico verso la terra promessa… Sarà…

I film li ho visti, ma nemmeno quelli hanno lasciato il segno.

E’ andata meglio con “Le cronache di Narnia”, decisamente più al passo son le mie consunte rotelle cerebrali. Che il leone Aslan sia Cristo, l’ho capito perfino io (a proposito di allegorie e metafore del fantasy).

 

Da qualche tempo sono caduto un po’ per caso, gironzolando sul web,  nelle mani dell’elfo Yorsh prima, e soprattutto dell’orco Rankstrail,   poi. 

Yorsh vi farà ridere per la sua candida ingenuità, per le sue piccole, apparentemente inutili capacità magiche, la sua paura del rosmarino, i suoi ragionamenti spiazzanti.

E vi farà pensare al genocidio degli innocenti, alle ingiustizie sociali, all’assurdità della violenza, alla fratellanza tra gli uomini, al rispetto di ogni vita. Tutti temi di attualità scottante.

Rankstrail vi appassionerà, vi conquisterà con il suo coraggio e vi specchierete nei suoi dubbi esistenziali e nella sua sete di verità e giustizia.

Rosalba sarà la vostra regina, Aurora il vostro angelo custode, Lisentrail il vostro amico, Erbrow la vostra anima e la vostra infanzia.

Leggere fantasy come questi non è scappare dalla realtà, è riconsiderarla da una diversa angolatura, fuori dalle sabbie mobili dell’ideologia e dentro fino al collo nelle metafore.

Se non avete ancora fatto amicizia con l’elfo e l’orco, fatelo.

Io vado a leggere “Gli ultimi incantesimi”.

Poi, casomai, vi chiederò qualche consiglio.



postato da: vinoemirra alle ore 18:14 | link | commenti (4)
categorie: recensioni
sabato, 12 settembre 2009

Prima e dopo la cura









Il disegno è per quelli che non si impressionano.
Gli altri possono guardare le cose dal vivo.
Prima e dopo la cura.
Solo che questa volta l'aorta ascendente aveva un diametro di 10.5cm.
postato da: vinoemirra alle ore 16:24 | link | commenti (4)
categorie: foto cardiochirurgia

Dieci domande per me posson bastare








Esco (almeno per adesso) dal letargo mediatico perché il mio “sonno” era tormentato.

Ma come: tutti hanno dieci domande da fare a qualcuno, e io no?

Roba, capirete, da perderci il sonno.

Dieci-domande-dieci.

Dieci domande qualunque

Ma… a chi le faccio? Al Berlusca? Figuriamoci. 

A Franceschini?  Alla Gelmini? Tardi.

Sai una cosa? Le faccio a me stesso.

Poi, casomai, neanche rispondo, che anche quello va per la maggiore..

E allora

 

1)      Perché nessuno mi diffama? Assicuro che ho qualche scheletro nell’armadio, e un buco della serratura grosso così. Robetta, direte voi, ma opportunamente elaborata, e condita da qualche anonima informativa, può diventare roba che scotta. Sì, insomma… almeno caldina, dai. Però, magari, perdo il posto di lavoro! Così sto meno in sala operatoria e ho più tempo per scrivere sul blog!


2)      Perché nessuno mi querela? E dire che va di moda. C’è mica un beppinoenglaro che trovi disdicevole quello che ho detto o scritto su di lui? Mannaggia, lo sapevo: sono uno di quelli tiepidi, di quelli che saranno vomitati. (Apocalisse 3,16). Mezza Italia e più sarà querelata dagli avvocati di Englaro e io no. Dovrò autodenunciarmi, temo.


3)      Perché non mi dissocio da qualcosa? Una roba qualsiasi. Tiro il sasso e nascondo la mano. No, non posso. Non son socio di niente. Io e la mia mania di fare il cane sciolto.  Devo rinunciare a tanti privilegi, in questo modo. Faccio sputtanare uno a caso e poi dico “E’ stato lui!


4)      Perché non ho mai votato Fini? Già mi sono perso l’occasione di votare il Walter Veltroni, vero e incontrastato lìder del “ma anche”. Ma perdersi anche Fini… L’occasione di dire tutto e il contrario di tutto: quando potrà ricapitarmi?


5)      Perché il cardinal Martini è d’accordo con Marino e Marino è d’accordo con Cappato?


Qui è un anno che si parla della legge sul testamento biologico. Che non c’è. Si dirà: Italia, Italia, di terra bella uguale non ce n’è… Ma intanto in ospedale e a casa si muore ancora. Senza discussioni. Solo si smette di tirare il fiato. Idratati e nutriti se necessario. Senza idratazione né nutrizione se non sono più tollerate. Avremo una legge che impedirà ai medici di decidere caso per caso. Ce l’avremo per la paura che decidano i giudici caso per caso. Bel passo avanti.

 

6)      perché devo mettere in rete, sul sito dell’Azienda Ospedaliera, il mio stipendio e il mio curriculum? Ah, ecco. Brunetta, la trasparenza, la qualità…Oibò, io mica ho niente da nascondere, sbirciate pure. Ma, scusate… e il vostro stipendio, di voi farmacisti, gioiellieri, benzinai, architetti, tabaccai, idraulici… dove lo posso leggere?

Il curriculum, poi, è una barzelletta. Mi giudicherete in base al fatto che io abbia scritto o meno su riviste scientifiche dall’elevato impact factor. Un consiglio spassionato: non fatevi fare una iniezione da chi ha scritto troppi articoli scientifici.

7)      Perché dovrei rispettare la legge se chi invece se ne infischia non prende nemmeno un buffetto sulla guancia? Anche per la pillola abortiva RU486 si proporrà il solito schemino: siccome tutti la usano in barba alla legge, cambiamo la legge. Siccome tutti fumano spinelli, legalizziamo gli spinelli. Siccome tutti evadono il fisco, condoniamo. Siccome tutti abortiscono, legalizziamo l’aborto. Siccome  tutti passiamo col semaforo rosso, togliamo i semafori.


8)      Perchè la mia nipotina, che frequenterà la prima elementare qui al paesello, avrà il piacere di essere istruita da 6 (sei) insegnanti? Italiano, matematica, scienze, inglese, musica, religione. Sì, sono sei. Ma non c’era la maestra unica?


9)      Perché non ho fatto carriera in Università? Ero lanciatissimo, qualche anno fa. Pubblicavo a tutto spiano. Eravamo quattro “moschettieri” fedeli al sovrano di turno. Tre sono professori pancia-in-dentro-petto-in-fuori. Io no. Io l'ho scampata bella.


10)  Perché ho fatto un lungo e noiosissimo post in dieci punti quando potevo fare 10 post brevi e frizzanti? Sono negato per questo genere di cose.

postato da: vinoemirra alle ore 08:07 | link | commenti (8)
categorie: cronaca, qua e lĂ , vinoemirra
martedì, 01 settembre 2009

Non muoio neanche se mi ammazzano










Avete presente una tagliola?
Quell'aggeggio infernale in cui l'animale mette incautamente la zampa e quella "Zac!" scatta inesorabile, lo rende prigioniero e non lo molla più?
Ebbene, io, qualche anno fa, ho messo un piede in una tagliola.
Sono entrato dalla porta principale nel Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi, e non ne sono più uscito.
Ho centellinato con la parsimonia che meritano i suoi 346 racconti.
Don Camillo e Peppone come non li avete mai conosciuti.
Non solo Fernandel e Gino Cervi (due mostri di bravura cui si deve il grandissimo succcesso di pellicole che tutti hanno visto): molto, moltissimo di più.

Così, quando (ahiloro) mi hanno contattato per far da guida alla mostra "Non muoio neanche se mi ammazzano: L'avventura umana di Guareschi" , non ho saputo resistere e ho deliberatamente infilato nella succitata tagliola anche l'altro piede.

Se passate da Grezzana (Verona) durante il prossimo fine settimana, diciamo da giovedì 3 a lunedì 7 Settembre, veniteci a trovare al Cinema Teatro Valpantena.

Magari restate impigliati anche voi.



postato da: vinoemirra alle ore 08:39 | link | commenti (2)
categorie: segnalèscion, vinoemirra

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"...e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma Egli non ne prese." (Mc 15,23). Vino e mirra. L'anestetico che Gesù non volle bere, prima di donare il suo sangue redentore. Vinoemirra. Un anestesista di fama condominiale, di fede cristiana cattolica, certo non tanta da spostare le montagne, ma forse sufficiente a tirare qualche sassolino nello stagno della bioetica. Vorrò parlare di vita ("vino"), di morte ("mirra"), di anestesia delle coscienze (vinoemirra), e altre futilità. Lo farò per come ne sarò capace, senza pretendere di essere esaustivo nè aggiornato, e confidando nell'aiuto di Maria Ausiliatrice. Bruno Dal Corso

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