venerdì, 09 maggio 2008

Gloria e Fabio. Volti e stupore (live in Caldiero)













Suor Maria Gloria Riva

Un sorriso abbagliante. Ma non unico.

Un sorriso così l'ho già visto, qui

Sarà un caso?

Non mi sono trattenuto. Le ho dato un pizzicotto su una guancia. Quasi per portare quel sorriso a casa con me. E vi assicuro che un po' ci sono riuscito.

E' monaca di clausura, temporaneamente “in libera uscita”. Fà teologia per immagini. Nel senso che è capace di farti vedere nella bellezza dell'immagine artistica, sacra o meno, il riflesso del Trascendente.



Fabio Cavallari

Uno che ti guarda negli occhi. Gli occhi di un uomo libero, innamorato della sua libertà (“che finisce lì dove comincia la tua”). Libertà di guardare la realtà senza le lenti dell'ideologia.

Un non credente, uno di sinistra, che vota Bertinotti al Senato e appoggia la lista pazza di Ferrara alla Camera, perchè difende la “sacralità” della vita.

Gli stringi la mano e pensi: anch'io potrei essere come te, di sinistra. Se non fosse che la sinistra sui temi etici è diventata radicale, cioè pannelliana. Difende la forza dell'io, reprime il gemito del tu, piccolo, malato, indifeso che sia. Tu, Fabio, sei a sinistra, “la sinistra” è altrove.

Arrossisco e penso: anch'io potrei essere non credente. Statisticamente converrebbe. Ma Gesù? Dove lo metto Gesù?


Volti e stupore:

il libro è la sintesi di un incontro tra questi due cuori, così diversi e così uguali.

Fabio racconta storie alla De Andrè, di ultimi, oppressi, di persone normali considerate diverse, di persone diverse considerate normali.

Maria Gloria illustra ognuna di queste storie con una immagine artistica, analizzata con gli occhi critici della fede.

Il racconto di Fabio potrebbe fermarsi lì, alla riflessione acuta ed amara sulle sfaccettature della realtà sociale. I giornali oggi grondano storie di questo tipo. Belle e asciutte da far sete.

L'analisi artistica di Suor Gloria di per sé saprebbe emozionare, solleticare il mio pigro intelletto, così abituato a guardare senza vedere.

Ma l'emozione è per sua stessa natura passeggera. Acqua su un vetro.

La religione delle emozioni va magari di moda ma non mi basta.

Per diventare affetto deve incarnarsi.


Per questo il connubio di questi due sguardi sulla realtà è efficace.

La realtà ti interroga su Dio, e la bellezza di Dio è tale solo se si fa carne.

Farsi carne è doloroso, è difficile. Ah, se potessi mangiare un'idea, direbbe il mitico G. 

Suor Gloria rientrerà in clausura; questa profondità di riflessione mistica sulla vita e sull'arte, fuori, non esiste.

Fabio è relegato in un angolino dai suoi compagni (cum-panis). Nemmeno per lui sarà facile testimoniare che le foglie sono verdi in primavera a chi ha messo lenti a contatto rosse.


Del resto, la stessa croce di Cristo ha due braccia, una orizzontale, aperta alla realtà, una verticale, tesa verso il Cielo, lo Spirito, l'Assoluto. Gesù c'è inchiodato sopra. E resiste alla tentazione di scendere da quella croce, di distinguere i due piani.


In analoghe circostanze suor Gloria ha parlato della balena, che ha due occhi ma vede o dall’uno o dall’altro, e pertanto non riesce a vedere la realtà perché le manca la visione d’insieme; dalla diversità di vedute è possibile uno sguardo unico. 

Lo sguardo dell'affetto che supera l'emozione, lo sguardo dell'empatia che va oltre la simpatia, lo sguardo di Gesù che dice no, non scendo dalla croce.


P.S.

Vale la pena di dimenticare tutto quello che ho detto io e concentrarsi sulla lettura di un capitolo di questo libro.

Ce lo offre Magdi Cristiano Allam, che cura anche la prefazione del volume.

Qui la storia di Michela, raccontata da Fabio. 

Qui l'immagine che Suor Gloria sceglie per commentarla. 



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martedì, 06 maggio 2008

Volti e stupore




CALDIERO (VR)

Teatro Parrocchiale





8 Maggio 2008

ore 20,45

Presentazione
del libro

VOLTI E STUPORE
uomini feriti
dalla bellezza

Presenti gli autori :
Suor GLORIA RIVA
Studiosa d'arte

FABIO CAVALLARI
Giornalista

Sarà presente
don GABRIELE MANGIAROTTI
responsabile del Servizio per l’insegnamento della Religione Cattolica nella diocesi di San Marino - Montefeltro

Sarà presente
Vino&Mirra
assolutamente irriconoscibile tra gli spettatori




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domenica, 04 maggio 2008

La Turco apre all'eugenetica



Editoriale Samizdatonline

L'ormai ex ministro della Salute emana nuove linee guida sulla legge 40 e raggira la norma che vieta la diagnosi pre impianto. Intervista a Assuntina Morresi, membro del Cnb


 


 

Il ministro della Salute Livia Turco ha emanato le nuove linee guida della legge 40 sulle indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita previste dall'articolo 7 della legge 40, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale di oggi. Le nuove linee guida eliminano il divieto alla diagnosi reimpianto degli embrioni. Il decreto, che aggiorna le precedenti linee guida del 21 luglio 2004, è stato firmato dal Ministro della Salute Livia Turco lo scorso 11 aprile. Insomma, anche nell'ultimo giorno da ministro, la Turco ha voluto farsi riconoscere. Chiediamo un commento ad Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale di bioetica.

Secondo lei è stato un colpo di mano da parte di Livia Turco il fare queste modifiche l'11 aprile, quindi a ridosso delle elezioni politiche?
Assolutamente sì. È chiaro che a questo punto non aveva più niente di perdere: apportare le modifiche in tempi non sospetti avrebbe senza dubbio suscitato delle grosse polemiche durante il governo Prodi. Si tratta di un colpo di coda, un atto non so quanto legittimo, e certamente di dubbio gusto, per lasciare una patata bollente nelle mani del nuovo governo.
Si aspettava questa mossa da parte del ministro?
No. Confidavo in una maggiore correttezza.
In che direzione sono state cambiate le linee guida della legge 40?
Non sono cambiate, o meglio si è trattato di un'operazione molto più sottile: è stata eliminata, di fatto, l'analisi osservazionale, ma senza introdurre in maniera diretta la diagnosi pre impianto, che rimane vietata dalla legge. Il ministro Turco non ha fatto altro che riportare nelle linee guida la sentenza del Tar del Lazio (ottobre 2007, ndr) sentenza che ha annullato i commi delle precedenti linee guida, che limitavano la possibilità di indagine a quella di tipo osservazionale. Ciò che lei ha fatto è stato introdurre un elemento di ambiguità.
A quali rischi può portare questa ambiguità?
Al rischio che si apra un varco a criteri eugenetici. La legge 40 dice che ogni intervento sull'embrione può essere effettuato solamente a scopo terapeutico, è pensata per sostenere le coppie sterili ed aiutarle ad avere figli, non per selezionare i figli. La diagnosi pre impianto è invece un test genetico, che serve per selezionare, e non è in alcun modo terapeutica per gli embrioni. Serve solo per individuare degli embrioni con difetti genetici, quindi apre immediatamente al criterio di scartare i peggiori e prendere i migliori, vale a dire a un criterio eugenetico per definizione Tempi

Argomenti correlati:

LEGGE 40/ Il ministero della Salute modifica le linee guida di attuazione, è polemica - IlSussidiario
Nelle linee guida della legge 40 un varco all'eugenetica. D'Agostino, si può arrivare al paradosso - IlSussidiario
Il colpo di coda di Livia Turco - Fratello Embrione
Fabbricanti di utopie - Berlicche
L'eugenetica rientra dalla finestra - Gino
Indignazione contro le linee guida all'applicazione della legge 40 - Zenit
In Italia via libera all'eugenetica - L'Osservatore Romano

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categorie: fecondazione assistita, embrione, samizdatonline
giovedì, 01 maggio 2008

Post molto post-elettorale

Chi su e chi giù







Sapete?

L'anestesista vive in sala operatoria.

Entra per primo, esce per ultimo.

Entri che hai un primario, esci... e ce n'è un altro.

Entri che c'è Prodi, esci... e c'è Berlusconi..

Almeno, così è quello che ti sembra.

Il mio primario in effetti è stato “promosso” a capo Dipartimento.

Promosso e trasferito.

Promoveatur ut amoveatur, direbbero i latini. 

Adesso il primario è un altro.

Mica l'hai votato.

Il tuo primario deciderà della tua vita molto più di qualsiasi politico, eppure...

Puoi solo sperare che sia uno in gamba.

I politici, quelli sì, quelli li hai votati.

E anche lì, c'è chi sale e chi scende.

Sale Berlusconi:

sul podio non ci sono medaglie ma grane, grane grosse. Dice di avere un poker d'assi servito. Vedremo se è un bluff.


Sale Bossi:

nonostante Bossi, dalle mie parti la Lega miete consensi come una trebbiatrice. Consensi maturi, di persone per bene, solidali con tutti. Moltissimi cattolici. Le ideologie sono in crisi? E allora si vota per quello che ti ripara la buca nell'asfalto davanti a casa.


Sale Di Pietro.

Per me è un mistero.


Sale Casini.

Ma mentre ancora arriva già perde i pezzi. E un po' mi dispiace.


Sale Pannella:

il vero trionfatore delle recenti elezioni. Solo grazie all'accordo con Veltroni trascina di forza in Parlamento una pattuglia di nove-radicali-nove. Da solo ne avrebbe avuti zero. Grazie Uòlter (questa però non la dimentico).


Scende Bertinotti.

Spariscono i comunisti. Oibò. No, non torneranno per questo gli anni di piombo. I terroristi sparavano anche ai comunisti.

Secondo me però una legge elettorale con sbarramento all'otto per cento è “un pochino” antidemocratica.


Scende Veltroni.

Che sberla. L'accordo con Pannella gli porta due voti e gli ne frega otto. Ammettiamolo, per un cattolico votare un radicale (sette su nove capolista nel PD) è dura.


Scende Binetti

e la pattuglia di teodem. Eletti, sì, ma deputati, non senatori. Alla Camera conteranno ancora meno.


Scende Fini:

il suo partito è sciolto nei fatti, annacquato dentro il PDL. Lui si consola con la presidenza della Camera, e intanto studia da premier.


Scende Ferrara.

Mica era mai salito. Le sue parole durante la campagna elettorale sono le uniche che mi hanno interessato davvero. Per questo l'ho votato, sapendo di dare un voto “inutile”. Inutile per lui, non per me. Grazie. Oh: c'è anche chi gli dedica un film...


Scende Turco:

il suo ministero si è caratterizzato per la strabordante carica ideologica. Dalla cannabis alla RU486, dalla IVG alla legge 40. LEA, LEA, LEA. Mai visti.

Come il bambino arrabbiato che ha perso la partita, vuole portarsi via il pallone a tempo scaduto.

Pazienza.

Ne troveremo un altro.

Magari non sgonfio.

postato da: vinoemirra alle ore 19:52 | link | commenti (4)
categorie: politica
giovedì, 24 aprile 2008

Epidurale oggi

Epidurale oggi



Il post è dedicato a tutte le partorienti delle mie parti che non hanno parenti anestesisti, ma hanno una gatta di nome LEA.
Un pochino anche a quelli che si chiedono perchè trascuro il blog.






Ore 7.21: timbro

Ore 7.40: entro in sala operatoria in cardiochirurgia. Induzione anestesia generale per intervento di sostituzione valvolare aortica.

Ore 8.00: chiamata telefonica. La moglie di mio cugino è in sala travaglio. Due settimane di anticipo. 41 anni, seconda gravidanza. Chiede se gli vado a fare l'analgesia epidurale, come 18 mesi fa.

Sì, come no, dovrei solo clonarmi.

Ore 8.10: arriva il mio collega, oggi destinato alla chirurgia plastica. Lì cominciano più tardi. Gli chiedo se può sostituirmi per fare almeno un saluto, per vedere che si può fare.

Ore 8.30: sono in sala operatoria di ostetricia. La lista operatoria è lunga, due sale attive, nove interventi, un solo anestesista. Finiranno tardi. Nessuna speranza che il collega possa seguire anche una analgesia epidurale.

Ore 8.40: che fortuna! L'ostetrica che segue la mia parente è la stessa che c'era quando è nato il mio Ciccio. C'è subito affiatamento. Mi capisce, si attiva, visita la mamma, contatta il medico di guardia. Dice che sì, si può fare.

Ore 9.00: firma consenso “informato”. Ah, già, il sistema qualità...

Può entrare il carrello dell'epidurale.

Ecco, mettiti così, sul fianco, bella comoda.

Guanti, disinfettante, telino, garze, siringa, anestesia locale, ago... qui... entro qui... fatta! Metto il sondino.

Ore 9.15: inietto la soluzione analgesica.

Ore 9.18: squilla il cellulare. Il collega deve andare in chirurgia plastica. Grazie, grazie. Arrivo subito.

Dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora.

Ore 9.20: informo il collega in ostetricia che ho avviato una analgesia epidurale in sala travaglio n. 5. Gli estorco la promessa che interverrà in caso il travaglio si complichi. Io sono al 2920.

Ore 9.30: sono di nuovo in cardiochirurgia. Si può andare in circolazione extracorporea.

Ore 11.50: telefona l'amica ostetrica. E' nata Sara. 3 kili 530 grammi. Dice che il parto è stato “meraviglioso”, due spinte e “plumf”.

Chissà perchè, tiro un sospiro di sollievo. Signore ti ringrazio.

Ore 12.10: Finisce l'intervento in cardiochirurgia. Tutto bene. Si porta il paziente in terapia intensiva.

La sala viene preparata per l'intervento successivo. Forse faccio in tempo ad inforcare la bici e pedalare in ostetricia a vedere la mia nipotina.

Ore 12.20: che batuffolo. Tutta rosa, un berretto che è due misure più grande. Starnutisce con insospettato vigore. Sbadiglia, pure. Cerca il seno della mamma. La vita mi fa sempre impressione.

La mamma sembra uscita dalla parrucchiera, il papà dalla sauna.

Ore 12.30: rimuovo il sondino epidurale “che l'altra volta me lo hanno lasciato due giorni”.

Ore 12. 45: panino al bar. Un lusso.

Ore 13.00: in cardiochirurgia induzione di anestesia generale per intervento di sostituzione valvolare aortica e sostituzione aorta ascendente.

Presto, che alle 16 devo far lezione ai tecnici perfusionisti.



postato da: vinoemirra alle ore 17:56 | link | commenti (5)
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giovedì, 17 aprile 2008

Elezioni 2008: Rialzandosi ..



 

 


FORTE LA RICHIESTA DI BUONA POLITICA - Dal Pdl una mano tesa a tutto il Paese
La lunga transizione italiana sembra finalmente terminata. Le elezioni hanno modificato in modo drastico il panorama politico, e hanno funzionato anche da test per la riforma istituzionale, tracciando la via del bipartitismo; non è stato solo lo slogan del “voto utile” a spazzare via i piccoli partiti, ma una stanchezza profonda nei confronti del sistema di ricatti incrociati e di incapacità decisionale della politica. Un Paese impregnato di proporzionalismo, cresciuto nell’attaccamento identitario ai partiti, sembra essersi liberato del passato, adattandosi a uno schema più simile a quello delle altre nazioni europee.
Il voto del 13 aprile è stato illuminante, e gli elettori hanno dato al futuro governo indicazioni precise ... Eugenia Roccella

I CATTOLICI E LE ELEZIONI DEL 13-14 APRILE 2008 - Massimo Introvigne

DOPO IL TERREMOTO ITALIA DA COSTRUIRE - La scommessa del Cavaliere, da leader a statista
Dopo il terremoto politico che nessuno aveva previsto, alcune considerazioni si impongono. Innanzitutto va detto che il famigerato “Porcellum” questa volta ha fatto benissimo il suo mestiere. Per “Porcellum” - lo ricordiamo ai non addetti ai lavori - si intende il sistema elettorale così definito dal suo stesso ideatore, quel senatore leghista Roberto Calderoli, che all’indomani del voto del 2006 riconobbe che quella legge, in quel momento, aveva non solo determinato un disastro elettorale, ma portava anche con sé un alto tasso di ingovernabilità. Ma è bastato un giro di “scomposizione e ricomposizione” - per usare una terminologia cara ad Aldo Moro - per fare del “Porcellum” una legge elettorale capace di garantire una maggioranza certa e forte al Senato ... Domenico Delle Foglie

LA VERA SFIDA DI BERLUSCONI COMINCIA ORA
L’Italia che esce dalle urne conferma che gli elettori sono spesso assai più saggi dei leader politici. Nel senso che sanno dare un senso logico e compiuto a iniziative dei leader di partito che spesso sono estemporanee, o figlie della necessità ma senza averci troppo pensato. Capita così che ... Oscar Giannino

OLTRE IL MAL DI PANCIA, LO SPIRITO DI ASSAGO
Questo voto, più degli altri, è il voto del popolo contro l’establishment.
Due anni fa molti intellettuali e alcuni dei più importanti giornalisti italiani inneggiavano al cambiamento dell’Italia, che sarebbe stato portato da una coalizione progressista, egemonizzata culturalmente dalla Rosa nel pugno. Finalmente, dicevano, si sarebbe assistito alla fine dell’Italia delle appartenenze ideali, per permettere l’avvento di una posizione culturale “zapateriana” sul piano dei diritti della persona ... Giorgio Vittadini

SETTE PUNTI PERSI DAL CENTROSINISTRA
A leggere i titoli dei giornali di oggi c'è da stropicciarsi gli occhi. Pare di essere tornati indietro di 10-15 anni ... La Repubblica

CARI COMPAGNI COME POTEVO VOTARVI. AVETE PENSATO CHE LA FELICITA' FOSSE COMPITO DELLO STATO
Secondo me ha vinto la voglia di stare un po’ meglio - un poco, e nemmeno troppo - e ha perso l’utopia della felicità di Stato. Quel “po’ meglio”, modesto e umile desiderio popolare a basso tasso di ipocrisia, che non mi spiego come mai sia così difficile da comprendere. Cioè qui al Nord la vita non è così facile come vi raccontate tra di voi alla buvette o alla tivù. E non è che stiamo da dio solo perché il reddito procapite è un po’ più alto e dunque non dobbiamo lamentarci ... Merisio Colleoni

HA VINTO IL "RIFORMISMO LOMBARDO CHE UNISCE NORD E SUD
Una valutazione sul peso di questa vittoria elettorale del centrodestra, fatta con l’occhio di chi da tempo governa, se pur a livello regionale, sulla base di un ampio consenso. Un consenso che ha permesso di attuare riforme, e di realizzare progetti che oramai fanno parlare chiaramente di «modello Lombardia» ... Roberto Formigoni

GRAZIE PRODI! - Rimini in dies

INTERVISTA A FARINA - Radioformigoni

FERRARA: "QUE REST-IL DE NOS AMOURS?" - CulturaCattolica

FORMIGONI STACCA VERONESI DI 350000 VOTI - Costruiamo il futuro

ELEZIONI: 10 PUNTI PER RIFLETTERE - La Cittadella

BASSOLINO, VETRONI: DUE PERSONAGGI "FANTASTICI" - Insieme per costruire

ANCORA UNO E BASTA - Berlicche

MAMMA MIA SONO SPARITI I COMUNISTI - KattolicoPensiero

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martedì, 08 aprile 2008

Verso le elezioni politiche 2008



Mettiamo al centro FAMIGLIA, VITA UMANA, BIOETICA, EDUCAZIONE


 

Alla luce del confronto tra le principali coalizioni su leggi, proposte di legge, votazioni e progarammi, COSA CI POSSIAMO ASPETTARE NEI PROSSIMI 5 ANNI SE .. ?
A cura di
Nuove Onde

L'Associazione Nuove Onde ha presentato un'analisi dettagliata del comportamento (dal punto di vista legislativo) che i rappresentanti dei vari schieramenti politici hanno tenuto nei confronti dei valori non negoziabili: vita umana, famiglia e libertà di educazione.
Accanto a tale osservazione (che spazia dagli enti locali fino al Parlamento Europeo) l'associazione ha ritenuto importante riflettere sul sitema elettorale e sulle conseguenze effettive che il voto avrà rispetto a tali temi sensibili. Sono stati quindi proposti i possibili scenari su temi come il testamento biologico, le unioni di fatto e la revisione della legge 40.
Il tutto é stato affrontato da un punto di vista né partitico né confessionale ma, al contempo, realista e attento alla situazione politica italiana.
Per chi volesse prendere visione dell'analisi politica compiuta e sui futuri scenari legislativi in materia di valori non negoziabili é possibile scaricare tutto il materiale
QUI

SguardoLeale socio di SamizdatOnLine
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categorie: politica, samizdatonline
domenica, 06 aprile 2008

Verso Emmaus

Verso Emmaus






Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto.

Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro.

Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.

Ed egli disse loro: <<Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?>>. Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: <<Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?>>.

Domandò: <<Che cosa?>>. Gli risposero: <<Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto>>.

Ed egli disse loro: <<Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?>>.

E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: <<Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino>>. Egli entrò per rimanere con loro.

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro.

Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista.

Ed essi si dissero l'un l'altro: <<Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?>>.

E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: <<Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone>>.

Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 (Lc 24, 13-35)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Glielo dicevo a Cleopa: aspettiamo almeno domani.

Il Maestro ci aveva detto che il terzo giorno… e qui ne son passati solo due.

E’ ancora il giorno di  Pasqua, e già stiamo tornandocene a casa.

Stiamo scappando, questa è la verità.

Qui finisce che fanno una retata e chissà: i romani fanno in fretta a tirar su croci.

Quello zuccone di  mio marito vuole sempre averla vinta.

Decide tutto lui, parla solo lui a nome di tutti e due.

Non vuole sentir ragioni. Torniamo a casa e basta. Che tristezza.

Ah, ma non mi convince: la verità è che è un perfetto maschilista, come tutti gli altri.

Gesù risorto…

Cosa vuol dire che lo dicono solo le donne?

Non sono una donna anch’io? Non crederesti a quello che ho visto?

Mi tratteresti come un giudice del tribunale, rifiuteresti la mia testimonianza come inattendibile?

Ma queste erano tante! E mica erano samaritane, erano delle nostre!

Sì, c’è questa storia degli angeli… Una visione di angeli…

Quanti angeli? Uno, due?

Mai che noi donne siamo precise. Ma che: vediamo angeli tutti i giorni?

Chiaro che messa così era dura da digerire.

Voi uomini avete voluto controllare di persona, siete andati, avete ispezionato il sepolcro.

Di Lui, nessuna traccia. Nessun incontro.

No, no.

Inutile aspettare ancora.

Via, via. Scappiamo via.

Torniamo alla nostra vita di tutti i giorni, viviamo come se non fosse successo niente.

E’ andata male, siamo degli illusi, degli sciocchi.

Eccola qui la nostra liberazione: inchiodata alla croce romana.

Fine di un malfattore qualunque.

E poi, se Gesù fosse risorto, sarebbe andato da Simon Pietro, non credi?

Quello sì che era un testimone a cui credere. Quello sì era un incontro da raccontare nei dettagli.

Oppure Gesù sarebbe andato da sua madre, a consolarla, a dirle che ora sì tutto era compiuto, grazie a Lei.

Pensa che racconto epico ne sarebbe uscito, pagine da consegnare all’eternità.

No, Cleopa non mi crede.

Dice che sono una donna e non posso capire. Si mette a parlare con uno mai visto, piuttosto, cose da maschi, dice.

Preferisce parlare con questo forestiero, che non sa assolutamente nulla di quello che è successo (ma secondo me non la racconta giusta, chiamalo intuito femminile).

Però almeno presentami ai tuoi amici, no?

Così rischio di restare una perfetta sconosciuta.

Cosa vuol dire che chi parlare con te è anche parlare con me?

E poi: lo dicevo io che questo qui la sapeva lunga.

Dice cose che scaldano il cuore, parla come un vero maestro.

E, pensa un po’, si interessa a due poveri, umili sposi qualunque come noi, fa strada con noi, ci accompagna. E nemmeno sappiamo dove è diretto.

Ci conforta, ci spiega quello che non capiamo, ci rimprovera, anche, quando diciamo quel verbo al passato: “speravamo”.

Sì, era già tutto scritto, Lui già lo aveva detto. Sapevamo tutto.

Però Lui non lo abbiamo visto.

Sembra un attimo: siamo già arrivati, la nostra casa, è quella.

Entra, la nostra casa è la tua casa.

Dai, non fare complimenti: dove vuoi andare, è tardi, è buio, è pericoloso, fa freddo.

Avrai fame, no?

Siediti, mio marito ti offrirà almeno un bicchiere di vino, io da qualche parte in bisaccia ho del pane. Scusaci ma siamo stati fuori casa per un po’.

No, fermo, che fai… Lo benedici, lo spezzi, lo distribuisci…

Gesù!

Vieni, Cleopa! Corriamo a dirlo a tutti!

Già. Ma chi crederà a due poveri sposi?

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mercoledì, 02 aprile 2008

Il "Non abbiate paura" di papa Wojtyla



Roma, 2 aprile 2008 - La grande messa per Giovanni Paolo II. Tre anni dopo.



OMELIA DEL SANTO PADRE Benedetto XVI

Cari fratelli e sorelle!
La data del 2 aprile è rimasta impressa nella memoria della Chiesa come il giorno della partenza da questo mondo del servo di Dio Papa Giovanni Paolo II. Riviviamo con emozione le ore di quel sabato sera, quando la notizia della morte fu accolta da una grande folla in preghiera che gremiva Piazza San Pietro. Per diversi giorni la Basilica Vaticana e questa Piazza sono state davvero il cuore del mondo. Un fiume ininterrotto di pellegrini rese omaggio alla salma del venerato Pontefice e i suoi funerali segnarono un’ulteriore testimonianza della stima e dell’affetto, che egli aveva conquistato nell’animo di tantissimi credenti e di persone d’ogni parte della terra.


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categorie: chiesa, samizdatonline
sabato, 29 marzo 2008

Questione di riconoscenza

Questione di riconoscenza




 

 

“Sono contrario ai rapporti prematrimoniali perché fanno arrivare tardi alla cerimonia”.

La battuta di Woody Allen mi è sempre piaciuta: fà sorridere e fà pensare.

Già.

Che male c’è? Cosa cambia se faccio sesso con la mia ragazza un’ora prima di sposarla? Ormai c’ho 35 anni, lei 30. La laurea, il lavoro precario, la casa… no… troppo presto per sposarsi…

Stiamo insieme da dodici anni, ma ci conosciamo da sempre, siamo anche vicini di casa, i nostri genitori sono amici.

Potrei dirvi cosa pensa solo guardando come muove gli occhi o come gesticola. Lei afferma che sa cosa sto per dire prima che lo dica. Ed è vero.

Siamo intimi, ci amiamo. E allora?

Perché la Chiesa si ostina a mettere paletti di questo genere? No questo, no quello.

Sessuofobici?

Frustrati?

Siamo seri, ormai nessuno arriva “vergine” al matrimonio. La stessa parola, vergine, si scrive tra virgolette, perché uno crede che si parli di olio d’oliva.

Ogni tanto i giornali ci scherzano su, prendono per il culo questo o quel personaggio famoso, lo trattano da extraterrestre solo perché dice di essere giunto vergine al matrimonio. Pecoroni che fan tutto quello che gli dicono i preti.

I punti di riferimento dei media sono ben altri, come è noto. Questi sì che fanno successo.

Loro sì sono liberi.

 



E allora provaci a dare un puntello, un motivo, un perché.

Forse uno tra i tanti, forse, chissà, il solo.

Credi in Dio, Signore della vita.

Credi in Dio creatore.

Tu la vita mica la crei, al massimo la trasformi.

Tu mica sei il Signore della vita, e lo dimostra il numero enorme di quanti ammattiscono per avere un figlio, senza riuscirci, pur essendo fertili.

La percentuale di successo di un tentativo di concepimento naturale tra due persone fertili che hanno un rapporto sessuale completo in un giorno fertile del ciclo, si aggira intorno al 22-23%.

Più o meno la percentuale di successo delle migliori tecniche di fecondazione assistita.

Insomma, non dipende da te, in senso matematico.

Però la riproduzione umana è riproduzione sessuale, avviene per rapporto sessuale tra un uomo e una donna. Nessun essere umano si riproduce da sé, per scissione cellulare. Non siamo amebe.

La vita continua grazie ai rapporti sessuali tra uomini e donne.

La creazione continua grazie ai rapporti sessuali tra uomini e donne.

Si pro-crea. Si porta avanti la creazione.

La sparo grossa: si sfiora il dito di Dio, quando si ha un rapporto sessuale, perché quello è il mezzo che Dio ci offre per collaborare con Lui alla creazione, per portare avanti la vita stessa.

Bene.

Io, noi, abbiamo voluto chiedere che questo momento, questo rapporto sessuale, fosse benedetto da un sacramento, da un segno visibile dell’amore di Dio.

Una benedizione per la possibilità di essere pro-creatori.

Dio ci ha messo a disposizione questo mezzo, questa possibilità. Abbiamo voluto riconoscere che questa possibilità, anche solo teorica di concepimento, è merito del Signore della vita.

Non lo avessimo fatto, l’amore di Dio nei nostri confronti, la benedizione di Dio sull’eventuale concepito, erano immutati. Ma noi si rimaneva con un debito di riconoscenza.

Mettiamola così: è una questione di riconoscenza.

postato da: vinoemirra alle ore 22:07 | link | commenti (6)
categorie: matrimonio

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"...e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma Egli non ne prese." (Mc 15,23). Vino e mirra. L'anestetico che Gesù non volle bere, prima di donare il suo sangue redentore. Vinoemirra. Un anestesista di fama condominiale, di fede cristiana cattolica, certo non tanta da spostare le montagne, ma forse sufficiente a tirare qualche sassolino nello stagno della bioetica. Vorrò parlare di vita ("vino"), di morte ("mirra"), di anestesia delle coscienze (vinoemirra), e altre futilità. Lo farò per come ne sarò capace, senza pretendere di essere esaustivo nè aggiornato, e confidando nell'aiuto di Maria Ausiliatrice. Bruno Dal Corso

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