giovedì, 31 gennaio 2008

Evviva don Camillo !



Editoriale Samizdatonline

Chi vuole rivedere la trasmissione può cercare nella colonna di sinistra di questo blog.




Strepitosa intervista a Otto e mezzo. Ospite di Giuliano Ferrara, il Card. Camillo Ruini, che ha parlato a lungo sulla questione aborto, chiarendo molto tutta la faccenda della moratoria promossa da Ferrara, sulla quale ultimamente si è letto di tutto e di più.
Che cosa ha detto Ruini?
1.
Che la legge sull'aborto è "intrinsecamente cattiva". Certamente. Ogni legge che regolamenti l'aborto, anche la più restrittiva, non può che essere di per sé, intrinsecamente cattiva, ingiusta, perchè autorizza la soppressione di un essere umano vivente. Così come ogni omicidio, anche se per legittima difesa, è sempre un omicidio.
Su questo c'è differenza con Giuliano Ferrara, che nell'intervista che ha rilasciato al settimanale "Grazia" ha definito la 194 una legge "sacrosanta", e che in uno speciale del TG1 condotto da Riotta ha ribadito per due volte che il mondo è migliore da quando c'è la 194. Ma d'altra parte fin dall'inizio Ferrara lo ha sempre detto e ripetuto, in tutte le lingue e in tutte le salse, che non aveva nessuna intenzione neanche di parlare della 194, e che la sua iniziativa era tutt'altro (poi ne parliamo).
Chi ha aderito alla moratoria di Ferrara pensando di attaccare la legge 194, quindi, ha aderito alla moratoria sbagliata.
2. Ruini ha spiegato che "Il punto su cui insistiamo è l'attuazione della legge 194 almeno nella parte che riguarda la difesa della vita, che si faccia di tutto per aiutare le donne ad accogliere il proprio figlio". Questo la Chiesa lo sta chiedendo da anni, e su questo c'è accordo con Giuliano Ferrara, ma non solo, anche con tanta altra gente che giudica positivamente la legge. Questo è un grande punto di lavoro.
3. Che lui, il Card. Ruini, personalmente, non usa la parola "omicidio" quando si parla di aborto, perchè ha connotazione di ostilità. Parla di soppressione di essere umano vivente. "E per essere chiari e non confondere la realtà non si deve nemmeno parlare di interruzione volontaria di gravidanza. Il linguaggio non deve occultare la realtà. La Chiesa non ha un atteggiamento persecutorio e ostile, ma caritatevole. L'aborto è un dramma per la donna, per il marito, per tutta la famiglia ed è questo il modo corretto di porsi di fronte a ciò". Un gioco di parole? No, un loro uso consapevole e cristiano, che dovrebbe far riflettere.
Ruini ha ripetuto mille volte la parola "accoglienza", ha parlato di "famiglie", dicendo che tutti sono coinvolti, in un aborto (nella ferita come nella colpa). Ruini descrive limpidamente l'atto - la soppressione di un essere umano vivente - ma non colpevolizza le donne.
Ferrara usa toni più accesi, dice che l'aborto è un omicidio ma che le donne non sono assassine, si è definito - sempre nell'intervista a Grazia - contemporaneamente pro-choice e pro life (io sono "pro-life", contrario all'aborto. E sono anche "pro choice": spetta alla donna scegliere. Ma quando bisogna decidere, ritorno "pro life" - ha detto). Anche qui, chi ha aderito alla moratoria pensando che le donne che abortiscono dovrebbero essere sanzionate, dovrebbe fare qualche comunicato per spiegare che si è sbagliato.
Il Card. Ruini usa un linguaggio e un tono cristiani - ovviamente - ed è limpido nel giudizio: giudica l'atto, esclude la condanna.
Ferrara usa parole ed espressioni più forti, ma poi, come molti, giudica positivamente la legge.
Io sono d'accordo con Ruini: non credo che la 194 sia sacrosanta, e non penso che potrà mai esistere una legge "giusta" sull'aborto. Potranno esistere leggi migliori e peggiori, se paragonate fra loro, a seconda di quanto siano orientate a minimizzare il numero degli aborti. In questo senso si parla di leggi più o meno buone, sull'aborto: non certo come valore in sé, ma nel loro paragone. Basta non essere in malafede, per capirlo.
3. La moratoria di Giuliano Ferrara. La moratoria proposta da Giuliano Ferrara, partita come battaglia della ragione, è diventata una proposta rivolta all'Onu, e guarda soprattutto a quei paesi dove l'aborto è un mezzo di controllo delle nascite, spesso reso obbligatorio da una legge dello stato. Ferrara chiede un cambiamento nella formulazione della dichiarazione dei diritti dell'uomo, inserendo il diritto alla vita fin dal concepimento. Come si fa a non essere d'accordo? Qua ci siamo tutti.

StranaU

Sguardoleale socio di SamizdatOnLine

postato da: vinoemirra alle ore 17:01 | link | commenti (2)
categorie: aborto, samizdatonline
mercoledì, 30 gennaio 2008

Questo lo conosco






Questo lo conosco.

E ' uno che quando parla di Gesù gli si illuminano i (bellissimi) occhi.
E' uno che girava con in mano una bibbia talmente logorata dall'uso che ti chiedevi come potesse stare assieme.
E' uno che ti fà cantare il Vangelo nel cuore.
E' uno che è stato capace, nei primi, durissimi anni nel Caucaso, di cenare dividendo una singola cipolla in due metà, da condividere con il proprio confratello.
Da qualche anno è monsignore, ma non troppo, direbbe Guareschi.
Venite a conoscerlo anche voi.





Il Centro Diocesano Aiuto Vita di Verona, in occasione della 30° Giornata per la Vita  invita tutti ad un incontro-confronto sul tema:

 

   

“Servire la vita”

 

con

 

Mons. GIUSEPPE PASOTTO

 

Stimmatino, Vescovo Amministratore Apostolico del Caucaso

 

 

VENERDI’ 8 FEBBRAIO 2007 – ORE 20.45

ISTITUTO STIMATE

Via C. Montanari,1 (Piazza Cittadella)  - Verona

(ingresso parcheggio da Via Bertoni)

 

Pensiamo possa essere  per tutti un’occasione importante  di riflessione e di testimonianza sul valore di ogni vita umana.



BIOGRAFIA  DI  MONS. GIUSEPPE PASOTTO

Mons. Giuseppe Pasotto nasce a Bovolone  il 6 luglio del 1954. Ancora giovane, entra nella congregazione religiosa degli Stimmatini e viene ordinato sacerdote nel 1979 dal Cardinale Lucas Moreira Neves, teologo domenicano e Primate della Chiesa brasiliana. Fin da subito, padre Pasotto esercita nella diocesi di Verona il ministero di animatore vocazionale, formatore ed insegnante.

Dopo la caduta del muro di Berlino la grande svolta. Il Vaticano chiede alla Congregazione degli Stimmatini una presenza significativa tra i cattolici di rito latino nella Georgia. Partono in due sacerdoti veronesi: padre Pasotto e padre Gabriele Bragantini. I mezzi sono pochi e l’impegno è enorme, soprattutto per quanto riguarda la formazione e l’organizzazione delle attività parrocchiali interdette sotto il  regime sovietico. Nel dicembre del 1996 padre Giuseppe Pasotto viene nominato Amministratore Apostolico del Caucaso e assume in pratica le funzioni di Vescovo di  Georgia, Armenia e Azerbajan per i cattolici di rito latino.

Nel novembre del ’99  i cattolici georgiani accolgono in visita pastorale il Santo Padre Giovanni Paolo II, che  a Roma nel giorno dell’Epifania dell’anno giubilare 2000 consacrerà Vescovo padre Pasotto.

postato da: vinoemirra alle ore 16:29 | link | commenti (1)
categorie: segnalèscion
sabato, 26 gennaio 2008

Che aria tira






L'idea era di fare un post su come i titoli dei giornali travisano i contenuti delle notizie. Un classico. Però non mi usciva dalla testa questa canzone del mitico Giorgio Gaber.
Così ho pensato di riportarla per intero. Di mio ci ho messo i link, dando la preferenza alle immagini, lasciando i contenuti sullo sfondo.
P.S. Sono fan del Signor G da sempre.  Siete avvisati.

C'è un'aria

di Gaber - Luporini

1993 © Edizioni Curci Srl - Milano




Dagli schermi di casa un signore raffinato
e una rossa decisa con il gomito appoggiato 
ti danno il buongiorno sorridendo e commentando
con interviste e filmati ti raccontano a turno
a che punto sta il mondo.

E su tutti i canali arriva la notizia
un attentato, uno stupro   e se va bene una disgrazia
che diventa un mistero di dimensioni colossali
quando passa dal video a quei bordelli di pensiero
che chiamano giornali.
 

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

Ed ogni avvenimento di fatto si traduce
in tanti "sembrerebbe", "si vocifera", "si dice"
con titoli ad effetto   che coinvolgono la gente 
in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto
senza dire niente

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciateci aprire le finestre
lasciateci alle cose veramente nostre
e fateci pregustare l’insolita letizia
di stare per almeno dieci anni senza una notizia.

In questo grosso mercato di opinioni concorrenti
puoi pescarti un’idea tra le tante stravaganti
e poi ci sono le ricerche, tanti pensieri alternativi
che ti saltano addosso come le marche
dei preservativi.


C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

E c’è un gusto morboso del mestiere d’informare,
uno sfoggio di pensieri senza mai l’ombra di un dolore
e le miserie umane raccontate come film gialli
sono tragedie oscene che soddisfano la fame
di questi avidi sciacalli.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca l’aria.
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca l’aria.

Lasciate almeno l’ignoranza
che è molto meglio della vostra idea di conoscenza
che quasi fatalmente chi ama troppo l’informazione
oltre a non sapere niente è anche più coglione
Inviati speciali testimoniano gli eventi
con audaci primi piani, inquadrature emozionanti
di persone disperate che stanno per impazzire,
di bambini denutriti così ben fotografati
messi in posa per morire.


C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

Sarà una coincidenza oppure opportunismo
intervenire se conviene forse una regola del giornalismo
e quando hanno scoperto i politici corrotti
che gran polverone, lo sapevate da sempre
ma siete stati belli zitti.


C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca
l’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciateci il gusto dell’assenza,
lasciatemi da solo con la mia esistenza
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno
finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno.

Ma la televisione che ti culla dolcemente
presa a piccole dosi direi che è come un tranquillante 
la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie
con lo stesso rispetto che è giusto avere
per una lavastoviglie.
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

E guardando i giornali con un minimo di ironia
li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia
che poi il giorno dopo e anche il giorno stesso
vanno molto bene per accendere il fuoco
o per andare al cesso.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca, che manca, che manca l’aria.

 

postato da: vinoemirra alle ore 17:35 | link | commenti (6)
categorie: cronaca, satira
mercoledì, 16 gennaio 2008

Chi va e chi viene








Il Rettore dell’Università “La Sapienza” invita Benedetto XVI a partecipare  alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. L’Università romana è stata fondata da Papa Bonifacio VIII nel 1303 e, per oltre cinque secoli è stata l’università della Santa Sede.

Ci hanno parlato tutti, magari con alterne fortune, anche quelli della setta dei "raeliani".
Oggi "La Sapienza" è una Università di prestigio mondiale.
O almeno lo era fino a ieri.
Il papa ha declinato l'invito del Rettore.  Un gesto responsabile, per prevenire i tafferugli annunciati, anche potenzialmente pericolosi.
Qui i retroscena.





Nel frattempo, in Ecuador, il presidente della Camera Bertinotti, leader di Rifondazione Comunista, tiene una "lectio magistralis" alla Pontificia Università Cattolica di Quito, gestita dai gesuiti, e riceve la laurea in Scienze Politiche "honoris causa".

Per la verità si tratta per ora di un attestato di benemerenza. La laurea vera e propria la riceverà a Roma, forse (dico io) dallo stesso Benedetto XVI, il prossimo febbraio.
Sempre che i professionisti del laicismo non si oppongano.


postato da: vinoemirra alle ore 17:32 | link | commenti (1)
categorie: cronaca
lunedì, 14 gennaio 2008

Orsa minore:
tener d'occhio le stelle per non perdere la rotta




orsa_minore



Sono piuttosto bravo a pentirmi. Oggi, per esempio, mi pento di aver trascurato per un bel po' l'unica "rubrica" di questo blog.
"Orsa minore" era un'idea per segnalare gli articoli, i post, le cosette più sfiziose tra quelle che leggevo in rete, senza ricorrere a "copia e incolla", poco adatti a chi è e resta formica su un guscio nell'oceano del web.
Ogni tanto, quando capita, quando ce la faccio, riproverò.


La stampa cattolica deve uscire dal ghetto. Tornielli intervista il Direttore dell'Osservatore Romano. Alcuni puntini sulle i e qualche esclamativo, pure.


RU486: non diamo tutto per scontato. Fà il punto della situazione Assuntina Morresi, su Radioformigoni.


Due gli editoriali di Samizdatonline da leggere: il primo riflette su quanto costa la vita di un bambino

il secondo polemizza con alcune striscianti, note, arcinote, e non per questo meno discutibili, forme di censura.


Immondizia? Ecco la soluzione! O almeno quella di Ceccus...


La vita è rischio, ragazzi. Maurizio Blondet riflette sulle decisioni da prendere. Non sempre condivido quel che scrive. Però stimola.

 

Infine, una nota che spiega, tra le righe, il perchè della mia presenza "a singhiozzo" sul blog: la finanziaria ha sancito che il personale sanitario non si stanca. Quindi non deve riposare. Quindi può lavorare anche 24 ore al giorno. Si pensa a successive modifiche che portino la durata del giorno a 48-72 ore. Intendiamoci: la norma che stabiliva l'obbligo di 11 ore di riposo tra un turno e l'altro era violata tutti i giorni da decenni con assoluta nonchalance. Ora c'è anche l'avallo di legge.

 


postato da: vinoemirra alle ore 09:10 | link | commenti (3)
categorie: orsa minore
domenica, 06 gennaio 2008

Linee giuda









Il mio è un vecchio ospedale a padiglioni. Un reparto di qui, un reparto di là. Ogni tanto ne buttano giù un pezzo, ne tirano su un altro. Anzi, ora lo stanno per rifare, praticamente daccapo.

Palazzine fatiscenti lasciano il posto a moderni edifici polifunzionali, come si dice.

Con gli inevitabili intoppi.

Prima qui c’era Dermatologia, ora c’è la Neuro. Pneumologia? No, signora, non è più qui è stata spostata nella palazzina a fronte, secondo piano.

I portinai ammattiscono, obbligati ad un aggiornamento continuo delle indicazioni da dare. Un fiorire di frecce indicatrici, destinate ad invecchiare assai precocemente, contribuisce a complicare esponenzialmente la situazione. Inutile anche il Tom-Tom.

Ecco allora l’idea: le linee guida. Grandi strisce di nastro adesivo colorato, tenacemente incollate al pavimento, vi guideranno nel dedalo di corridoi ospedalieri, su e giù per le scale, oltre soglie apparentemente invalicabili.

Cerca l’unità senologica? Segua la linea blu. La TAC? Linea rossa. Il pronto soccorso ortopedico? Linea gialla.

E, dove ci sono, funzionano. L’utente è pilotato passo per passo all’obiettivo desiderato. Niente perdita di tempo, niente stress. Disagi limitati ai soli pazienti daltonici.

Un giorno però arriva un mattacchione e, armato di nastro adesivo colorato, traccia nuovi percorsi, inventa deviazioni, riorganizza scorciatoie.

Poco male, si dirà, se il risultato è lo stesso. E invece no: complice la confusione imperante, causa ristrutturazione, le linee guida finiscono per condurre l’ignaro utente in direzioni affatto desiderate. E chi voleva farsi otturare un molare cariato finisce nell’ambulatorio di rettoscopia (no, la fatidica soglia non la vuole comunque varcare).

Il mattacchione avrebbe ottenuto lo stesso risultato cambiando di nuovo di posto tutto il reparto, ma sai la fatica? Così è tutto più semplice, e altrettanto sbagliato.

Un po’ quello che sta succedendo con la legge 40 sulla procreazione assistita e con la legge 194 sull’aborto. Magistrati con spiccata fantasia, benedetti dai grandi quotidiani nazionali, tracciano interpretazioni delle linee guida assolutamente originali, al punto da contraddire lo spirito e la lettera della legge cui fanno riferimento.

Il ministro non vedeva l’ora e annuncia di voler rivedere le linee guida della legge 40. E’ ora di ammettere la diagnosi preimpianto, ovviamente non in senso eugenetico (la legge lo vieta espressamente), e forse anche di congelare gli embrioni in soprannumero, anzi, pardon, gli ootidi. Un nome nuovo, e il gioco è fatto. Con tanti saluti alla legge e al referendum.

In quanto alla legge 194, è evidente che non si tocca. Nemmeno per applicarla.

Non fatevi fregare. Le linee guida non sono linee giuda.

postato da: vinoemirra alle ore 14:30 | link | commenti (7)
categorie: aborto, fecondazione assistita
venerdì, 04 gennaio 2008

L’icona di N. S. de l’Alliance






 

Questa icona moderna è chiamata in francese “Notre Dame de l’Alliance” – in italiano Nostra Signora dell’Alleanza, o del Parto, o del Matrimonio o dell'Anello Nuziale.

E’ anche chiamata in inglese “Our Lady of the Wedding Ring” (Nostra Signora della Vera Nuziale) ed è esposta nella chiesa di S. Carlo Borromeo a Londra.


La Vergine Maria rappresenta la chiesa.

La Chiesa abbraccia l’uomo e la donna che stanno per unirsi nel Santo Sacramento del Matrimonio.

Le mani della Vergine Maria sono appoggiate delicatamente sulle spalle della coppia. Ella non li sta forzando alla loro unione, ma li sta consolando e incoraggiando, confermando la scelta che essi hanno fatto di sposarsi.

Al centro c’è Cristo, sempre presente nel cuore della sua Chiesa.

Cristo sta tenendo la mano destra del giovane e della giovane, li rafforza e porta via le loro paure e le loro ansie di fronte al matrimonio.

I due si tendono le mani come segno che essi hanno liberamente scelto di sposarsi.

La scena è racchiusa in un cerchio, come in un anello nuziale.

Questo cerchio – anello è segno dell’ininterrotto amore di Dio per questa coppia, adesso e in futuro.

In alto, proprio alla sommità dell’icona, c’è la mano di Dio Padre, e al di sotto c’è la colomba, lo Spirito Santo: la Santa Trinità è una “famiglia”, una comunione di infinito amore.

Una famiglia cristiana rivela questa specie di amore e comunione al mondo.

Una è lo specchio dell’altro.

La parte superiore dell’icona è attraversata da un drappo o un baldacchino, a rappresentare la “Shekinah”, la gloria di Dio e la sua presenza.

Una coppia sposata rende Dio presente nel mondo per l’amore che essi hanno l’uno per l’altro.

E questo amore, espresso sessualmente, rende gloria a Dio, perché è santo.

I due diventano uno, analogamente a come la Trinità è unione di persone diverse.

Sopra il letto nuziale ci può essere un baldacchino, proprio come può esserci sopra l’altare, perché il letto matrimoniale è anche un altare dove ciascuno offre il proprio corpo per l’altro.

In alto, a sinistra, c’è un libro aperto: rappresenta la parola di Dio.

E a destra vi sono pane e calice, simbolo dell’Eucaristia.

Senza la Parola di Dio e l’Eucaristia non è possibile vivere la vita cristiana.

L’Eucaristia domenicale è il luogo dove la coppia esperimenta di nuovo l’amore di io per loro, e nella forza di questo amore rinnovano il loro amore uno per l’altro.

Nella parte inferiore di questa icona, per ciascun angolo, c’è una lampada a olio.

Queste due lampade sono mantenute accese dal fuoco della Preghiera, la preghiera comune, giornaliera, della coppia.

Per questa luce gli sposi vanno avanti nella loro vita matrimoniale.

Questa luce illumina la volontà di Dio per loro.

Per questa luce oltrepassano l’oscurità del loro egoismo e rimangono aperti alla vita.

La luce li aiuta ad accettare amorosamente i figli da Dio o ad essere in pace se il dono dei figli non è parte del piano di Dio per la loro felicità.

Per questa luce la loro casa diventa un luogo di accoglienza per gli altri.

I colori luminosi e caldi dell’icona vogliono rispecchiare il calore dell’amore e della felicità di Dio.

Nessuna coppia è chiamata al matrimonio esclusivamente per la propria soddisfazione.

Ogni coppia sposata è un dono per la chiesa e per il  mondo.

Ogni coppia sposata è icona vivente di Cristo che ama la sua sposa, la Chiesa, e che sacrifica se stesso per lei, fino sul talamo della croce.

 

 P.S. Il post è dedicato al mio "fratellone", che festeggia oggi il ventiduesimo anniversario del suo matrimonio.

postato da: vinoemirra alle ore 11:02 | link | commenti (4)
categorie: matrimonio
martedì, 01 gennaio 2008

SIAMO CERTI, SARA’ UN BUON ANNO !


Editoriale SamizdatOnLine





In queste ore in cui un anno declina per lasciare il posto ad uno nuovo mi sorprendo a cercare dentro il tempo trascorso ciò che fa guardare con speranza a questo passaggio, altrimenti destinato ad essere un momento in cui da una parte vi è lo scetticismo di chi pensa che niente di nuovo accadrà, dall'altra l'affanno della festa per distrarsi dalla condanna del nulla.

E' dentro il tempo passato la speranza, dentro la presenza tenera e discreta del mistero che ogni giorno ha fatto capolino nella mia vita inventando numerosi modi per farsi riconoscere, dentro la Sua insistenza ad arrivare al mio cuore, a destarlo, a liberane le energie, dentro la Sua vigile presenza così che non mi perdessi nei tanti fallimenti, non mi ripiegassi sul dolore prodotto dalle ferite che lacerano la carne, non mi fermassi alla mia pochezza.

La speranza sta tutta nella iniziativa che il Mistero durante quest'anno ha preso su di me, una iniziativa quotidiana che conservo dentro il cuore con la gratitudine di chi ha imparato a riconoscere un po' di più il suo vero "io".

Per questo "BUON ANNO" non è una formula vuota, quasi cinica, ma è il comunicarsi di una certezza, la certezza di chi sa che le redini della vita le tiene una Presenza Buona, e per questo non c'è nulla di cui avere paura, perché ogni evento è l'occasione per esserne abbracciati in modo sempre più forte e decisivo, fino a sentirne la totale tenerezza.

Allora BUON ANNO lo dico a tutti coloro che secondo la genialità del Mistero sono entrati nel mio nascondiglio e con la ricchezza della loro umanità hanno fatto sì che alzassi lo sguardo a riconoscere questa Presenza che unica mi corrisponde.

Grazie a loro BUON ANNO oggi è poter ripartire da un Dio che mi ha abbracciato dentro le condizioni belle e brutte della vita portandole con me così che il mio cuore diventasse più vero!


BUON ANNO


da Gianni

postato da: vinoemirra alle ore 09:30 | link | commenti (2)
categorie: samizdatonline

Heracleum blog & web tools

Chi sono

Blogger: vinoemirra
"...e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma Egli non ne prese." (Mc 15,23). Vino e mirra. L'anestetico che Gesù non volle bere, prima di donare il suo sangue redentore. Vinoemirra. Un anestesista di fama condominiale, di fede cristiana cattolica, certo non tanta da spostare le montagne, ma forse sufficiente a tirare qualche sassolino nello stagno della bioetica. Vorrò parlare di vita ("vino"), di morte ("mirra"), di anestesia delle coscienze (vinoemirra), e altre futilità. Lo farò per come ne sarò capace, senza pretendere di essere esaustivo nè aggiornato, e confidando nell'aiuto di Maria Ausiliatrice. Bruno Dal Corso

Commenti recenti

Cuoredipizza in Qualcosa é cambiato
graciete in Problemi e soluzioni
utente anonimo in Qualcosa é cambiato
giorgetto2rock in Problemi e soluzioni
graciete in Problemi e soluzioni
graciete in Mamma, mi vaccini co...
AnnaV in Problemi e soluzioni
vinoemirra in Problemi e soluzioni
vinoemirra in Mamma, mi vaccini co...
utente anonimo in Mamma, mi vaccini co...

Archivio

oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie


aborto
accanimento terapeutico
anestesia
autodeterminazione
bioetica
campagne
chiesa
contraccezione
cronaca
droga
educazione
embrione
eutanasia
famiglia
fecondazione assistita
for fun
hiv/aids
matrimonio
media
medicina
morte cerebrale
omosessualità
orsa minore
pacs
pay cash
poesia
politica
preghiera
prematuri
radicali
recensioni
rewiew
samizdatonline
satira
scienziato allegro
segnalèscion
sport
staminali
trapianti
vinoemirra
vita in ospedale

Links

Adoremus
Alata
Alef
Andrea Tornielli
Anerella
Annavercors
Aqua
Bellieni Carlo
Berlicche
Bernardo
Beth-or
C.C. Don Renzo Fumagalli
Censurarossa
Chiesa Domestica
Claudio Risè
Costruiamoilfuturo
Cultura cattolica
Cuoredipizza
Fabio Cavallari
Factum
Fior di cactus
Fontana vivace
Galatro
Gino
Giona
Graciete
Graziella
Il (non) blog
Il fromboliere
Il Mascellaro
Insieme per costruire
Kattolicopensiero
Keass
L'albatros
La cittadella
La Società dei Rockers Estinti
Linea Tempo
Lo Straniero
Luigi Accattoli
Medicina e Persona
Natanaele
Nihil Alieno
Nonprevalebunt
Paparatzingerblog
Pepe
Pescevivo
Pokankuni
Pseudopensieridiunamentebanale
Quidestveritas
Rimini in dies
Samizdatonline
Sandro Magister
Secolo XX e dintorni
Sguardoleale
Sivan
StranaU
ToKalon
Una persona Intorno
Unavocecheurlaneldeserto
Valerio Lessi
Viva Cristo Re
Wind Rose Hotel

Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte

Vai al sito
dell'Associazione 'Samizdatonline'