“Sono contrario ai rapporti prematrimoniali perché fanno arrivare tardi alla cerimonia”.
La battuta di Woody Allen mi è sempre piaciuta: fà sorridere e fà pensare.
Già.
Che male c’è? Cosa cambia se faccio sesso con la mia ragazza un’ora prima di sposarla? Ormai c’ho 35 anni, lei 30. La laurea, il lavoro precario, la casa… no… troppo presto per sposarsi…
Stiamo insieme da dodici anni, ma ci conosciamo da sempre, siamo anche vicini di casa, i nostri genitori sono amici.
Potrei dirvi cosa pensa solo guardando come muove gli occhi o come gesticola. Lei afferma che sa cosa sto per dire prima che lo dica. Ed è vero.
Siamo intimi, ci amiamo. E allora?
Perché la Chiesa si ostina a mettere paletti di questo genere? No questo, no quello.
Sessuofobici?
Frustrati?
Siamo seri, ormai nessuno arriva “vergine” al matrimonio. La stessa parola, vergine, si scrive tra virgolette, perché uno crede che si parli di olio d’oliva.
Ogni tanto i giornali ci scherzano su, prendono per il culo questo o quel personaggio famoso, lo trattano da extraterrestre solo perché dice di essere giunto vergine al matrimonio. Pecoroni che fan tutto quello che gli dicono i preti.
I punti di riferimento dei media sono ben altri, come è noto. Questi sì che fanno successo.
E allora provaci a dare un puntello, un motivo, un perché.
Forse uno tra i tanti, forse, chissà, il solo.
Credi in Dio, Signore della vita.
Credi in Dio creatore.
Tu la vita mica la crei, al massimo la trasformi.
Tu mica sei il Signore della vita, e lo dimostra il numero enorme di quanti ammattiscono per avere un figlio, senza riuscirci, pur essendo fertili.
La percentuale di successo di un tentativo di concepimento naturale tra due persone fertili che hanno un rapporto sessuale completo in un giorno fertile del ciclo, si aggira intorno al 22-23%.
Più o meno la percentuale di successo delle migliori tecniche di fecondazione assistita.
Insomma, non dipende da te, in senso matematico.
Però la riproduzione umana è riproduzione sessuale, avviene per rapporto sessuale tra un uomo e una donna. Nessun essere umano si riproduce da sé, per scissione cellulare. Non siamo amebe.
La vita continua grazie ai rapporti sessuali tra uomini e donne.
La creazione continua grazie ai rapporti sessuali tra uomini e donne.
Si pro-crea. Si porta avanti la creazione.
La sparo grossa: si sfiora il dito di Dio, quando si ha un rapporto sessuale, perché quello è il mezzo che Dio ci offre per collaborare con Lui alla creazione, per portare avanti la vita stessa.
Bene.
Io, noi, abbiamo voluto chiedere che questo momento, questo rapporto sessuale, fosse benedetto da un sacramento, da un segno visibile dell’amore di Dio.
Una benedizione per la possibilità di essere pro-creatori.
Dio ci ha messo a disposizione questo mezzo, questa possibilità. Abbiamo voluto riconoscere che questa possibilità, anche solo teorica di concepimento, è merito del Signore della vita.
Non lo avessimo fatto, l’amore di Dio nei nostri confronti, la benedizione di Dio sull’eventuale concepito, erano immutati. Ma noi si rimaneva con un debito di riconoscenza.
Mettiamola così: è una questione di riconoscenza.
Pasqua da toccare

Pasqua è risurrezione.
Morte, dov’è la tua vittoria? dov'è il tuo pungiglione? (I Cor 15,55)
Cristo Risorto annuncia vita eterna.
Ma i nostri occhi sono chiusi a tanta luce, offuscati dalle cataratte delle morti degli innocenti, delle morti nelle rianimazioni ospedaliere, delle morti per denutrizione, delle morti per banali fatalità, della morte di tutti, della morte che mi aspetta.
Difficile credere che la vita vinca sulla morte, specialmente in una civiltà di morte come la nostra. Abbiamo tutti la morte in faccia.
A crederci sul serio, qui dovrebbe cambiare ogni cosa: la mia e la tua vita, la storia del mondo. Io non credo che ci crediamo sul serio. O almeno, io ho molti dubbi circa la mia fede
E molti dubbi doveva avere anche Tommaso, tanto da volere le prove, prove tangibili, prove scientifiche. "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò" (Gv 26,20).
Tanto che quel geniaccio di Caravaggio “forza” il Vangelo stesso, illustrandoci un episodio in realtà mai avvenuto. E’ Cristo Risorto che afferra con delicata fermezza la mano di Tommaso e lo costringe a toccare le prove, ad entrare nel mistero.
Tommaso è riluttante, la fronte corrugata, non vuole, adesso gli basta quel che ha visto, con i suoi occhi. Adesso vorrebbe dire: “Mio Signore e mio Dio”.
Come non sentirsi un po’ Tommaso? Le vesti sgualcite del povero peccatore, che pure cerca di emergere dalle tenebre e dirigersi alla fonte della luce.
Noi impregnati di presunte certezze scientifiche, noi che il metodo sperimentale, noi che nulla è vero se non è statisticamente significativo.
Cerchi le prove, Tommaso? Eccole, dice Gesù.
Io stesso te le mostro. Non ragionare, tocca. Qui. Qui c’è carne, c’è sangue. Tocca qui. Dentro la piaga. Non sono un fantasma. Sono un uomo, sono vivo. Toccami.
Tutto il contrario della astrattezza della fede.
Altri due apostoli osservano la scena, ma se ne tengono prudentemente fuori. Stiamo a vedere cosa succede, non si sa mai; io, casomai, non c’entro.
Eh no, cari miei. Siete lì. Le vostre stesse teste, con le teste di Gesù e di Tommaso, formano una evidente croce.
Tra le tenebre della morte, a destra, e la luce della resurrezione, a sinistra, c’è la croce di Cristo.
Non è solo curiosità, è presenza.
Anche noi siamo qui. E cerchiamo di capirci qualcosa.
Ormai siamo coinvolti, volenti o nolenti.
Ogni domenica facciamo memoria della Resurrezione, ma oggi è Pasqua.
Oggi Gesù vuole che tocchiamo.
Buona Pasqua da credere.
Buona Pasqua da toccare.





Uffa.
Uffa.
Sono stanco.
Lavoro troppo.
Stare al pc dovrebbe rilassarmi.
Leggere la posta, curiosare sui blog.
E invece no. Uffa.
Prendi per esempio la newsletter del ministero della salute.
Stavolta celebra l’8 Marzo, proponendo tra l’altro il primo "Rapporto sullo stato di salute delle donne in Italia", prodotto dalla "Commissione Salute delle donne".
Mica lo leggo, penso. “Un profilo dello stato di salute delle donne in Italia, secondo i più aggiornati dati forniti dalle fonti istituzionali e dalle banche dati internazionali e, dall'altra, un preciso piano propositivo e progettuale…”
Oh, son mica matto.
Poi leggo questo post e decido di approfondire.
Trascrivo le proposte della commissione alla voce Contraccezione
Contraccettivi orali: più blister nella stessa scatola (fino a 6 confezioni); le pillole a basso dosaggio in fascia A, considerando la contraccezione strumento prioritario della prevenzione dell'IVG e che in quanto tale deve essere prevista nei LEA; IUD gratuiti a donne con reddito basso e nei consultori.
Almeno un medico non obiettore in ogni Distretto, presente almeno 4 volte alla settimana e di mediatrici culturali in tutte le ASL a disposizione dei servizi consultoriali e ospedalieri.
Negli Ospedali che eseguono IVG, rendere disponibile idonea strumentazione (Karman) utilizzando le risorse derivanti dai DRG per le IVG.
Progetti specifici per la salute riproduttiva e la prevenzione delle IVG tra le donne immigrate.
Un concentrato di ideologia impressionante.
Ci vivo di rendita col blog per un mese.
Ma va.
Scrivo questo post e smetto.
Confermare che la "pillola del giorno dopo" non è farmaco abortivo ma anticoncezionale ...
Mettiamola così: “lei” fa l’amore con il suo “lui”.
No, lei non prende contraccettivi.
No, lui non aveva il preservativo.
A che punto è il suo ciclo ovarico? Lei non ne ha idea, nessuno l’ha istruita.
Le possibilità però sono tre:
1 – l’ovulazione non c’è ancora stata.
La pillola del giorno dopo impedirà che l’ovulazione avvenga, agendo effettivamente come ogni comune anticoncezionale. E bravo ministro.
2 – L’ovulazione è appena avvenuta. L’ovocita viene fecondato e diventa bersaglio della pillola del giorno dopo: non troverà in utero mucosa adatta all’annidamento e sarà espulso. Un microaborto, con buona pace del ministro.
(Trussell J. Mechanism of action of emergency contraceptive pills. Contraception 74 (2006)
Obiezione ministeriale: non c’è gravidanza finchè non c’è annidamento. Niente gravidanza, niente aborto. E nei primi 7-14 giorni cosa c’è, niente? E il Cross talk, il dialogo incrociato utero-embrione attraverso il quale si predispone l’annidamento? E la gravidanza extrauterina?
Questione di definizioni, signor ministro.
Una definizione non cambia la realtà. La trucca.
3 – L’ovulazione è avvenuta, e anche l’annidamento. La pillola “del giorno dopo” è stata assunta almeno una settimana dopo: sarà inefficace, non fermerà lo sviluppo dell’embrione. Il ministro, gongolando, potrà dire che non è (più) abortiva. E grazie.
… e come tale non può essere motivo di obiezione di coscienza da parte degli operatori sanitari, compresi i farmacisti.
Come tale. Cioè dati questi presupposti. Che sono ideologici in larga misura.
Volete obbligarmi a prescrivere un farmaco? Va a ramengo
- il codice deontologico (in nessun caso il medico dovrà accedere a richieste del paziente in contrasto con i principi di scienza e coscienza allo scopo di compiacerlo…),
- il comitato nazionale di bioetica,
la laurea diventa carta straccia.
E se il farmacista dicesse: Sì, signora, gliela procuro, torni domani? Il mio lo fa spesso. Per farmaci normalissimi.
...garantire che la prescrizione sia effettuata … anche nei Pronto Soccorso (proponendo la possibilità del codice VERDE) ...
Chiedo aiuto a Michele:
A parità di codice colore in Pronto Soccorso si entra per ordine di arrivo. Quindi dire che la pillola del giorno dopo deve essere codice verde vuol dire che solo i codici rossi e gialli le passano davanti (pericolo immediato e reale o potenziale di vita), mentre se due minuti dopo la donna che chiede la prescrizione ne arriva una con una colica renale in atto, andrebbe vista prima la prescrizione e dopo quella con la colica che si sta contorcendo dai dolori.
Qui è la realtà che supera la fantasia. Ecco cosa vuol dire contraccezione di emergenza…
Contraccettivi orali: più blister nella stessa scatola (fino a 6 confezioni)
Come mai?
Boh. Un blister copre un mese di ciclo.
Vuoi dirmi che ti scoccia andare in farmacia più di due volte l’anno?
Cos'è, il medico di base non ti lascia la ricetta in busta chiusa in astanteria come fan tutti?
Non hai già gli armadietti straripanti di farmaci? Che ti serve un’aspirina e te ne vendono venti?
Non sarà che… oddio, no, che poi stai male.
Se prendi per tempo una bella manciata (meglio due) di comuni anticoncezionali tutti in un colpo, starai malissimo ma l’effetto “pillola del giorno dopo” lo ottieni lo stesso.
Metti che non hai trovato in tempo quella “originale”.
Serve una scorta adeguata, però. Mai restare senza. L’hai letto, no, quell’equilibrato articolo sulla Stampa?.
Comunque, meglio così che con il misoprostol.
...le pillole a basso dosaggio in fascia A...
Certo, sei confezioni alla volta finisce che è una spesa.
Beata commissione: propone di dartele gratis.
Tanto la spesa farmacologia in Italia è in calo.
Alla faccia di chi paga il ticket per la TAC.
Pillole a basso dosaggio, di terza generazione… Ma non erano quelle che davano 30-40 eventi tomboembolici ogni 100.000 anni donna, rispetto a quelle della generazione precedente che ne davano 20 di meno (la metà)?
Ah, ma queste qui non ti fanno prendere peso. Grazie. Il ministero vi vuole magre e vi fa rischiare per questo solo un pochino: muore solo 1 donna su 100000 all’anno. Che vuoi che sia.
E pensare che qualche anno fa ci illustrava i rischi dei nuovi contraccettivi con la tabella che segue.
...considerando la contraccezione strumento prioritario della prevenzione dell'IVG...
La contraccezione previene l’IVG?
In Spagna, Francia, Svezia martellanti campagne pubblicitarie e corsi di educazione sessuale fin dall’asilo nido, negli ultimi decenni, non hanno fatto calare gli aborti di una sola unità.
In Italia, dove, si lamenta il Corrierone, solo il 25% delle donne fertili usa anticoncezionali, il numero di aborti è in (modesta) flessione.
Meno contraccezione, meno aborti? Come è possibile?
Non sarà una cultura differente, disposta a far spazio alla vita che ne pretende, anche in modo inaspettato e prepotente?
Non sarà che il fallimento degli anticoncezionali espone a scelte di rifiuto semiautomatico?
...e che in quanto tale deve essere prevista nei LEA ... (livelli essenziali di assistenza – v&m).
I LEA? Quelli della epidurale in travaglio di parto? A proposito, ministro, che fine ha fatto questa promessa?
Se guardo il mio ospedale, non ho visto il più piccolo passo avanti. Neanche un accenno di passettino.
Vai, vai con i LEA…
IUD gratuiti a donne con reddito basso e nei consultori.
Ecco, facciamo così: alle ricche diamo la pillola gratis, alle extracomunitarie e alle poveracce, la spirale, gratis anche a loro, crepi l’avarizia. Che quella sfrutti anche un meccanismo pacificamente abortivo, anti annidamento, poco importa.
Se poi quelle la tengono decine d’anni e si determina una infiammazione cronica della mucosa uterina e sono predisposte alla sterilità… tanto ormai son vecchie… Comunque c’era scritto sul foglietto illustrativo.
Magari riesumiamo il diaframma, spacciandolo per efficace, che ci evitiamo anche la spesa del ginecologo.
Almeno un medico non obiettore in ogni Distretto, presente almeno 4 volte alla settimana
E se ribaltiamo il discorso e chiediamo almeno un medico obiettore in ogni Distretto eccetera eccetera?
Negli Ospedali che eseguono IVG, rendere disponibile idonea strumentazione
Ci mancherebbe.
E già che ci siamo rendiamo disponibili attrezzature idonee anche negli ospedali dove si partorisce, che ancora si muore di parto.
Progetti specifici per la salute riproduttiva e la prevenzione delle IVG tra le donne immigrate.
Oh, bella. In cauda venenum.
Una cosa sensata.
Prevenire le IVG.
Sostegno economico specie alle donne immigrate, un lavoro stabile e dignitosamente retribuito ai loro mariti, accesso alle scuole d’infanzia per i loro altri figli.
Finalmente! Ci voleva molto?
No?
Ah… volevate dire RU 486?
Scusate, mi sono sbagliato.
Update: vedi anche qui
"Chi non vede che c’è un nesso stringente tra le ipotesi educative circolanti e l’edificio sociale che di fatto si va a costruire?”, si è chiesto nei giorni scorsi il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani. Che grande verità e quale formidabile criterio di giudizio sulla prossima scadenza elettorale ha offerto il cardinale.
Non a caso questo aspetto della sua prolusione è passato sotto silenzio, mentre è stata data enfasi al pur giusto richiamo per salari più adeguati ai bisogni delle famiglie.
Educare significa far crescere uomini capaci di costruire il futuro. A chi, pensando allo stato della nostra scuola, viene in mente che tra quelle aule si sta costruendo un futuro positivo per la nostra società?
La politica blandisce i giovani, li mette in lista come acchiappavoti, ma è incapace di pronunciare parole serie e non strumentali sul loro bisogno primario che è quello educativo.
Un sacerdote toscano dell’Ottocento, Giovanni Battista Quilici, si trovò a vivere tra grandi emergenze sociali che affrontò con il metodo della carità cristiana. Nella sua Livorno ci fu anche un’epidemia di colera che provocò molti morti. Alle autorità scrisse che l’emergenza educativa, la carenza di educazione per i ragazzi e le ragazze del tempo, era un problema sociale devastante più dello stesso micidiale morbo. Occorreva qualcuno che si impegnasse ad “aggiustare la mente e riformare il cuore” dei giovani. Una straordinaria definizione di educazione.
Il compito della politica è permettere a chi è capace di educare di poterlo fare. Chi è capace di parlare ai giovani, di provocare la loro ragione, di alimentare la loro intelligenza, di sollecitare il paragone con le esigenze insopprimibili del loro cuore, deve essere libero di farlo. Nel nostro Paese rimane aperta una grande questione politica: la libertà di educazione. Ecco la seconda declinazione della domanda da rivolgere ai politici: il tuo programma prevede la libertà di educazione?
È un segno drammatico della crisi culturale dei nostri tempi se un giornalista famoso può permettersi, senza suscitare indignate reazioni, di ridurre a caricatura il tema della libertà d’educazione. Per fortuna un altro giornalista, altrettanto famoso, ha annunciato che questo sarà il punto principale della sua campagna elettorale.
Libertà di educazione vuol dire lasciare libere le famiglie di scegliere la scuola che giudicano più adeguata al bisogno di verità e di bellezza dei loro figli. La libertà deve essere completa, anche sul piano economico. Ci sono mille ragioni, che qui è impossibile riassumere tutte, per sostenere che la libertà d’educazione fa bene a tutta la scuola, anche a quella statale. C’è bisogno che si liberino energie, che si rompa un monopolio che ha dimostrato il proprio fallimento. Compito dello Stato è - una volta garantita la libertà - vigilare perché si evitino abusi.
Restituiamo la piena libertà di educare a chi ne è legittimo titolare – famiglie, comunità locali, confessioni religiose – e avremo domani più uomini capaci di costruire il futuro. La società rinasce solo dall’educazione e l’educazione vive solo nella libertà.
Valerio Lessi socio di SamizdatOnLine
