
Ore 7.21: timbro
Ore 7.40: entro in sala operatoria in cardiochirurgia. Induzione anestesia generale per intervento di sostituzione valvolare aortica.
Ore 8.00: chiamata telefonica. La moglie di mio cugino è in sala travaglio. Due settimane di anticipo. 41 anni, seconda gravidanza. Chiede se gli vado a fare l'analgesia epidurale, come 18 mesi fa.
Sì, come no, dovrei solo clonarmi.
Ore 8.10: arriva il mio collega, oggi destinato alla chirurgia plastica. Lì cominciano più tardi. Gli chiedo se può sostituirmi per fare almeno un saluto, per vedere che si può fare.
Ore 8.30: sono in sala operatoria di ostetricia. La lista operatoria è lunga, due sale attive, nove interventi, un solo anestesista. Finiranno tardi. Nessuna speranza che il collega possa seguire anche una analgesia epidurale.
Ore 8.40: che fortuna! L'ostetrica che segue la mia parente è la stessa che c'era quando è nato il mio Ciccio. C'è subito affiatamento. Mi capisce, si attiva, visita la mamma, contatta il medico di guardia. Dice che sì, si può fare.
Ore 9.00: firma consenso “informato”. Ah, già, il sistema qualità...
Può entrare il carrello dell'epidurale.
Ecco, mettiti così, sul fianco, bella comoda.
Guanti, disinfettante, telino, garze, siringa, anestesia locale, ago... qui... entro qui... fatta! Metto il sondino.
Ore 9.15: inietto la soluzione analgesica.
Ore 9.18: squilla il cellulare. Il collega deve andare in chirurgia plastica. Grazie, grazie. Arrivo subito.
Dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora.
Ore 9.20: informo il collega in ostetricia che ho avviato una analgesia epidurale in sala travaglio n. 5. Gli estorco la promessa che interverrà in caso il travaglio si complichi. Io sono al 2920.
Ore 9.30: sono di nuovo in cardiochirurgia. Si può andare in circolazione extracorporea.
Ore 11.50: telefona l'amica ostetrica. E' nata Sara. 3 kili 530 grammi. Dice che il parto è stato “meraviglioso”, due spinte e “plumf”.
Chissà perchè, tiro un sospiro di sollievo. Signore ti ringrazio.
Ore 12.10: Finisce l'intervento in cardiochirurgia. Tutto bene. Si porta il paziente in terapia intensiva.
La sala viene preparata per l'intervento successivo. Forse faccio in tempo ad inforcare la bici e pedalare in ostetricia a vedere la mia nipotina.
Ore 12.20: che batuffolo. Tutta rosa, un berretto che è due misure più grande. Starnutisce con insospettato vigore. Sbadiglia, pure. Cerca il seno della mamma. La vita mi fa sempre impressione.
La mamma sembra uscita dalla parrucchiera, il papà dalla sauna.
Ore 12.30: rimuovo il sondino epidurale “che l'altra volta me lo hanno lasciato due giorni”.
Ore 12. 45: panino al bar. Un lusso.
Ore 13.00: in cardiochirurgia induzione di anestesia generale per intervento di sostituzione valvolare aortica e sostituzione aorta ascendente.
Presto, che alle 16 devo far lezione ai tecnici perfusionisti.
