L'ormai ex ministro della Salute emana nuove linee guida sulla legge 40 e raggira la norma che vieta la diagnosi pre impianto. Intervista a Assuntina Morresi, membro del Cnb

Il ministro della Salute Livia Turco ha emanato le nuove linee guida della legge 40 sulle indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita previste dall'articolo 7 della legge 40, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale di oggi. Le nuove linee guida eliminano il divieto alla diagnosi reimpianto degli embrioni. Il decreto, che aggiorna le precedenti linee guida del 21 luglio 2004, è stato firmato dal Ministro della Salute Livia Turco lo scorso 11 aprile. Insomma, anche nell'ultimo giorno da ministro, la Turco ha voluto farsi riconoscere. Chiediamo un commento ad Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale di bioetica.
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Uffa.
Uffa.
Sono stanco.
Lavoro troppo.
Stare al pc dovrebbe rilassarmi.
Leggere la posta, curiosare sui blog.
E invece no. Uffa.
Prendi per esempio la newsletter del ministero della salute.
Stavolta celebra l’8 Marzo, proponendo tra l’altro il primo "Rapporto sullo stato di salute delle donne in Italia", prodotto dalla "Commissione Salute delle donne".
Mica lo leggo, penso. “Un profilo dello stato di salute delle donne in Italia, secondo i più aggiornati dati forniti dalle fonti istituzionali e dalle banche dati internazionali e, dall'altra, un preciso piano propositivo e progettuale…”
Oh, son mica matto.
Poi leggo questo post e decido di approfondire.
Trascrivo le proposte della commissione alla voce Contraccezione
Contraccettivi orali: più blister nella stessa scatola (fino a 6 confezioni); le pillole a basso dosaggio in fascia A, considerando la contraccezione strumento prioritario della prevenzione dell'IVG e che in quanto tale deve essere prevista nei LEA; IUD gratuiti a donne con reddito basso e nei consultori.
Almeno un medico non obiettore in ogni Distretto, presente almeno 4 volte alla settimana e di mediatrici culturali in tutte le ASL a disposizione dei servizi consultoriali e ospedalieri.
Negli Ospedali che eseguono IVG, rendere disponibile idonea strumentazione (Karman) utilizzando le risorse derivanti dai DRG per le IVG.
Progetti specifici per la salute riproduttiva e la prevenzione delle IVG tra le donne immigrate.
Un concentrato di ideologia impressionante.
Ci vivo di rendita col blog per un mese.
Ma va.
Scrivo questo post e smetto.
Confermare che la "pillola del giorno dopo" non è farmaco abortivo ma anticoncezionale ...
Mettiamola così: “lei” fa l’amore con il suo “lui”.
No, lei non prende contraccettivi.
No, lui non aveva il preservativo.
A che punto è il suo ciclo ovarico? Lei non ne ha idea, nessuno l’ha istruita.
Le possibilità però sono tre:
1 – l’ovulazione non c’è ancora stata.
La pillola del giorno dopo impedirà che l’ovulazione avvenga, agendo effettivamente come ogni comune anticoncezionale. E bravo ministro.
2 – L’ovulazione è appena avvenuta. L’ovocita viene fecondato e diventa bersaglio della pillola del giorno dopo: non troverà in utero mucosa adatta all’annidamento e sarà espulso. Un microaborto, con buona pace del ministro.
(Trussell J. Mechanism of action of emergency contraceptive pills. Contraception 74 (2006)
Obiezione ministeriale: non c’è gravidanza finchè non c’è annidamento. Niente gravidanza, niente aborto. E nei primi 7-14 giorni cosa c’è, niente? E il Cross talk, il dialogo incrociato utero-embrione attraverso il quale si predispone l’annidamento? E la gravidanza extrauterina?
Questione di definizioni, signor ministro.
Una definizione non cambia la realtà. La trucca.
3 – L’ovulazione è avvenuta, e anche l’annidamento. La pillola “del giorno dopo” è stata assunta almeno una settimana dopo: sarà inefficace, non fermerà lo sviluppo dell’embrione. Il ministro, gongolando, potrà dire che non è (più) abortiva. E grazie.
… e come tale non può essere motivo di obiezione di coscienza da parte degli operatori sanitari, compresi i farmacisti.
Come tale. Cioè dati questi presupposti. Che sono ideologici in larga misura.
Volete obbligarmi a prescrivere un farmaco? Va a ramengo
- il codice deontologico (in nessun caso il medico dovrà accedere a richieste del paziente in contrasto con i principi di scienza e coscienza allo scopo di compiacerlo…),
- il comitato nazionale di bioetica,
la laurea diventa carta straccia.
E se il farmacista dicesse: Sì, signora, gliela procuro, torni domani? Il mio lo fa spesso. Per farmaci normalissimi.
...garantire che la prescrizione sia effettuata … anche nei Pronto Soccorso (proponendo la possibilità del codice VERDE) ...
Chiedo aiuto a Michele:
A parità di codice colore in Pronto Soccorso si entra per ordine di arrivo. Quindi dire che la pillola del giorno dopo deve essere codice verde vuol dire che solo i codici rossi e gialli le passano davanti (pericolo immediato e reale o potenziale di vita), mentre se due minuti dopo la donna che chiede la prescrizione ne arriva una con una colica renale in atto, andrebbe vista prima la prescrizione e dopo quella con la colica che si sta contorcendo dai dolori.
Qui è la realtà che supera la fantasia. Ecco cosa vuol dire contraccezione di emergenza…
Contraccettivi orali: più blister nella stessa scatola (fino a 6 confezioni)
Come mai?
Boh. Un blister copre un mese di ciclo.
Vuoi dirmi che ti scoccia andare in farmacia più di due volte l’anno?
Cos'è, il medico di base non ti lascia la ricetta in busta chiusa in astanteria come fan tutti?
Non hai già gli armadietti straripanti di farmaci? Che ti serve un’aspirina e te ne vendono venti?
Non sarà che… oddio, no, che poi stai male.
Se prendi per tempo una bella manciata (meglio due) di comuni anticoncezionali tutti in un colpo, starai malissimo ma l’effetto “pillola del giorno dopo” lo ottieni lo stesso.
Metti che non hai trovato in tempo quella “originale”.
Serve una scorta adeguata, però. Mai restare senza. L’hai letto, no, quell’equilibrato articolo sulla Stampa?.
Comunque, meglio così che con il misoprostol.
...le pillole a basso dosaggio in fascia A...
Certo, sei confezioni alla volta finisce che è una spesa.
Beata commissione: propone di dartele gratis.
Tanto la spesa farmacologia in Italia è in calo.
Alla faccia di chi paga il ticket per la TAC.
Pillole a basso dosaggio, di terza generazione… Ma non erano quelle che davano 30-40 eventi tomboembolici ogni 100.000 anni donna, rispetto a quelle della generazione precedente che ne davano 20 di meno (la metà)?
Ah, ma queste qui non ti fanno prendere peso. Grazie. Il ministero vi vuole magre e vi fa rischiare per questo solo un pochino: muore solo 1 donna su 100000 all’anno. Che vuoi che sia.
E pensare che qualche anno fa ci illustrava i rischi dei nuovi contraccettivi con la tabella che segue.
...considerando la contraccezione strumento prioritario della prevenzione dell'IVG...
La contraccezione previene l’IVG?
In Spagna, Francia, Svezia martellanti campagne pubblicitarie e corsi di educazione sessuale fin dall’asilo nido, negli ultimi decenni, non hanno fatto calare gli aborti di una sola unità.
In Italia, dove, si lamenta il Corrierone, solo il 25% delle donne fertili usa anticoncezionali, il numero di aborti è in (modesta) flessione.
Meno contraccezione, meno aborti? Come è possibile?
Non sarà una cultura differente, disposta a far spazio alla vita che ne pretende, anche in modo inaspettato e prepotente?
Non sarà che il fallimento degli anticoncezionali espone a scelte di rifiuto semiautomatico?
...e che in quanto tale deve essere prevista nei LEA ... (livelli essenziali di assistenza – v&m).
I LEA? Quelli della epidurale in travaglio di parto? A proposito, ministro, che fine ha fatto questa promessa?
Se guardo il mio ospedale, non ho visto il più piccolo passo avanti. Neanche un accenno di passettino.
Vai, vai con i LEA…
IUD gratuiti a donne con reddito basso e nei consultori.
Ecco, facciamo così: alle ricche diamo la pillola gratis, alle extracomunitarie e alle poveracce, la spirale, gratis anche a loro, crepi l’avarizia. Che quella sfrutti anche un meccanismo pacificamente abortivo, anti annidamento, poco importa.
Se poi quelle la tengono decine d’anni e si determina una infiammazione cronica della mucosa uterina e sono predisposte alla sterilità… tanto ormai son vecchie… Comunque c’era scritto sul foglietto illustrativo.
Magari riesumiamo il diaframma, spacciandolo per efficace, che ci evitiamo anche la spesa del ginecologo.
Almeno un medico non obiettore in ogni Distretto, presente almeno 4 volte alla settimana
E se ribaltiamo il discorso e chiediamo almeno un medico obiettore in ogni Distretto eccetera eccetera?
Negli Ospedali che eseguono IVG, rendere disponibile idonea strumentazione
Ci mancherebbe.
E già che ci siamo rendiamo disponibili attrezzature idonee anche negli ospedali dove si partorisce, che ancora si muore di parto.
Progetti specifici per la salute riproduttiva e la prevenzione delle IVG tra le donne immigrate.
Oh, bella. In cauda venenum.
Una cosa sensata.
Prevenire le IVG.
Sostegno economico specie alle donne immigrate, un lavoro stabile e dignitosamente retribuito ai loro mariti, accesso alle scuole d’infanzia per i loro altri figli.
Finalmente! Ci voleva molto?
No?
Ah… volevate dire RU 486?
Scusate, mi sono sbagliato.
Update: vedi anche qui
FANTASTICI MITOCONDRI

Notizia (la fonte è casuale, gli articoli sulla stampa sono spaventosamente simili)
Londra - Creato in laboratorio un embrione umano con tre genitori diversi.
Questa nuova tecnica, scoperta da un gruppo di ricercatori dell'Università di Newcastle, rappresenta un passo importantissimo verso la possibilità di eliminare definitivamente un'ampia classe di malattie ereditarie, tra cui alcune forme di diabete e distrofia muscolare.
Gli embrioni umani sono stati creati utilizzando il Dna di un uomo e di due donne. In pratica i ricercatori di Newcastle hanno effettuato con successo un trapianto di mitocondri nell'embrione. Si tratta di piccoli organelli che si trovano fuori dal nucleo, nel citoplasma della cellula e che contengono parte del dna cellulare. Per arrivare al loro obiettivo i ricercatori hanno prima fecondato un ovulo e poi, prima che questo iniziasse a differenziarsi, ne hanno estratto il nucleo che e' stato inserito in un ovulo sano di un donatore. Nonostante il nucleo sia stato inserito nell'ovulo di un donatore, l'unica informazione genetica rimasta dell'ovulo sano riguarda quella piccola parte che controlla la produzione di mitocondri, circa 16 mila basi su 3 miliardi che costituiscono il genoma umano. In questo modo, una volta fatto nascere il bambino, questo non dovrebbe assumere le sembianze del donatore. Per verificare questa ipotesi i ricercatori hanno provato questa tecnica sui topi. L'aspetto dei figli nati dalle cavie, nonostante avessero elementi genetici di tre genitori diversi, non sembra essere stato influenzato dall'ovulo sano del terzo topo. Infatti, il Dna nucleare, che influenza l'aspetto e altre caratteristiche, apparteneva soltanto ai due dei genitori. Tuttavia, i ricercatori hanno precisato che il successo di questi primi esperimenti riguarda soltanto una fase iniziale. Pertanto, per il momento non si puo' parlare di nuovi trattamenti.
Commento (in corsivo copio e incollo):
Creato in laboratorio un embrione umano con tre genitori diversi.
Creare. La scelta del verbo la dice lunga.
Vada a remengo anche il postulato fondamentale di Lavoisier, "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". Qui invece si “crea”.
Lo scienziato è come Dio, lo scienziato è Dio.
In ginocchio, marrani!
un embrione umano?
Di una sola cellula? Ma allora esiste! Beh, non diciamolo troppo in giro…
tre genitori diversi.
In effetti l’idea di sfruttare tre volte il DNA di un solo genitore è allettante. Sarà per la prossima volta.
Questa nuova tecnica
Oh, ci lavoriamo dal settembre 2005, almeno. Ma sai, mica tutte corrono qui a "donarci" gli ovociti.
Comunque era ora che dessimo qualcosa in pasto alla stampa. Così chi paga è contento.
dell'Universita' di Newcastle
Sì, siamo noi, quelli degli embrioni chimera, della clonazione umana “terapeutica” ovviamente. Ah, se non ci fossimo noi…
Ma sì, esageriamo con i superlativi, vai con gli assoluti, iniezioni di fiducia, ci vogliono!
alcune forme di diabete e distrofia muscolare.
E perchè non anche l’epilessia, la cecità, la sordità, imprecisati “disturbi dello sviluppo”, e addirittura comportamentali .
Perché questi giornalacci si limitano a queste poche possibilità?
Perché non dicono che le malattie mitocondriali sono molte e gravi?
Gravi anemie, disfunzione pancreatica (sindrome di Pearson), gravi cardiomiopatie ipertrofiche, neutropenia (sindrome di Barth), epatopatie, gravi miopatie che determinano la sindrome del “bambino flaccido” (floppy infant), coma cheto-acidotico con disfunzione epatorenale, rallentamento o arresto della crescita, mioglobinuria ricorrente, danni renali, nanismo, disfunzioni endocrine come diabete mellito, diabete insipido, atrofia ottica e sordità, od encefalopatia progressiva con o senza convulsioni....
In verità le più diverse sindromi sono state descritte in patologia mitocondriale, dalla sordità isolata a forme multisistemiche che coinvolgono diversi organi e apparati.
Possiamo eliminare tutte queste malattie, perché non dirlo?
Come sarebbe non ci crederebbero?
Perché no? Si, in effetti sono tantine… tutte in un colpo…
E poi… cioè… non è che ne facciamo sorgere altre?
In America, ad esempio, si è tentata anni fa l'aggiunta di citoplasma da ovocita di donatrice sana all’ovulo della madre, per favorire la capacità di attecchimento di embrione singolo (transfer citoplasmatico): sono stati "prodotti" 30 bambini, dopo di che tale modalità è stata vietata perché nociva («Le Scienze», cit.; «la Repubblica», 4 febbraio ’99). L'Unità questo non lo dice (e gli smemorati sono gli altri).
Per l'amor di Dio (cioè io stesso): parliamo di un trapianto di mitocondri nell'embrione… i ricercatori hanno prima fecondato un ovulo e poi, prima che questo iniziasse a differenziarsi, ne hanno estratto il nucleo che e' stato inserito in un ovulo sano di un donatore.
Sì, detto così suona bene. Lascia perdere che sarebbe più logico (e corretto) parlare di espianto di nucleo da embrione e successivo impianto del nucleo in ovocita di donatrice. Che poi uno dice subito "Dolly".
Più evocativo il trapianto di mitocondri, più nuovo. Un trapianto come un altro, in fondo anche una trasfusione di sangue è un trapianto di tessuto.
Così facciamo credere che trapiantiamo questi “organelli”, uno alla volta, perché no, in una cellula malata, e la guariamo.
Quella piccola parte che controlla la produzione di mitocondri, circa 16 mila basi su 3 miliardi che costituiscono il genoma umano
Via una spruzzatina di numeri dà sempre credibilità scientifica.
A proposito… chi è che controlla la produzione dei mitocondri?
Già… nell’embrione unicellulare i mitocondri sono di origine materna, tanto che le malattie mitocondriali si trasmettono in via matrilineare. Ma poi? Quando l’embrione inizia a differenziarsi e dà origine a 200 e più tipi di tessuti, a decine di migliaia di miliardi di cellule, ognuna con i propri mitocondri? Quei mitocondri lì, quelli nuovi, chi li fa? Chi dà le istruzioni se non il DNA del nucleo? E perché il nucleo originale dovrebbe codificare per mitocondri sani? Troppe domande, diamine! Mica sono un filosofo! Io sto solo verificando delle ipotesi. E le ipotesi, voi mi insegnate, sono infinite.
ERRATA CORRIGE: questa parte del post sottointende nozioni scientifiche carenti o errate. Vi invito a seguire questo link per delucidazioni. Mi scuso per non aver dato retta al mio emisfero sinistro, che mi chiedeva di verificare questi dati in anticipo, e aver ceduto alle lusinghe dell'emisfero destro, il pigrone. Sono sempre più convinto che sbagliare sia facile. V&M
Comunque tranquilli: una volta fatto nascere il bambino, questo non dovrebbe assumere le sembianze del donatore.
Che polli 'sti giornalisti. Inciampano ancora sul condizionale… Quante volte ve lo devo ripetere? Certezze, servono certezze! I topi! I topi!
Certo, sottolineiamo che il Dna nucleare, che influenza l'aspetto e altre caratteristiche, apparteneva soltanto ai due dei genitori…
Tranquilli, siete in buone mani.
Per finire, andiamoci piano: il bambino qui, il figlio là… No, no. Dieci embrioni prodotti e “fermati” dopo sei giorni. Intanto vediamo cosa dicono. Tanto, dieci embrioni più, dieci embrioni meno, specie se “avanzati”. Non sia mai che dobbiamo decidere anche in quale dei due uteri trasferire questi embrioni...
Ah, il successo di questi primi esperimenti riguarda soltanto una fase iniziale… per il momento non si puo' parlare di nuovi trattamenti.
Per il momento. Domani, credetemi, vi guariremo tutti.