domenica, 04 maggio 2008

La Turco apre all'eugenetica



Editoriale Samizdatonline

L'ormai ex ministro della Salute emana nuove linee guida sulla legge 40 e raggira la norma che vieta la diagnosi pre impianto. Intervista a Assuntina Morresi, membro del Cnb


 


 

Il ministro della Salute Livia Turco ha emanato le nuove linee guida della legge 40 sulle indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita previste dall'articolo 7 della legge 40, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale di oggi. Le nuove linee guida eliminano il divieto alla diagnosi reimpianto degli embrioni. Il decreto, che aggiorna le precedenti linee guida del 21 luglio 2004, è stato firmato dal Ministro della Salute Livia Turco lo scorso 11 aprile. Insomma, anche nell'ultimo giorno da ministro, la Turco ha voluto farsi riconoscere. Chiediamo un commento ad Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale di bioetica.

Secondo lei è stato un colpo di mano da parte di Livia Turco il fare queste modifiche l'11 aprile, quindi a ridosso delle elezioni politiche?
Assolutamente sì. È chiaro che a questo punto non aveva più niente di perdere: apportare le modifiche in tempi non sospetti avrebbe senza dubbio suscitato delle grosse polemiche durante il governo Prodi. Si tratta di un colpo di coda, un atto non so quanto legittimo, e certamente di dubbio gusto, per lasciare una patata bollente nelle mani del nuovo governo.
Si aspettava questa mossa da parte del ministro?
No. Confidavo in una maggiore correttezza.
In che direzione sono state cambiate le linee guida della legge 40?
Non sono cambiate, o meglio si è trattato di un'operazione molto più sottile: è stata eliminata, di fatto, l'analisi osservazionale, ma senza introdurre in maniera diretta la diagnosi pre impianto, che rimane vietata dalla legge. Il ministro Turco non ha fatto altro che riportare nelle linee guida la sentenza del Tar del Lazio (ottobre 2007, ndr) sentenza che ha annullato i commi delle precedenti linee guida, che limitavano la possibilità di indagine a quella di tipo osservazionale. Ciò che lei ha fatto è stato introdurre un elemento di ambiguità.
A quali rischi può portare questa ambiguità?
Al rischio che si apra un varco a criteri eugenetici. La legge 40 dice che ogni intervento sull'embrione può essere effettuato solamente a scopo terapeutico, è pensata per sostenere le coppie sterili ed aiutarle ad avere figli, non per selezionare i figli. La diagnosi pre impianto è invece un test genetico, che serve per selezionare, e non è in alcun modo terapeutica per gli embrioni. Serve solo per individuare degli embrioni con difetti genetici, quindi apre immediatamente al criterio di scartare i peggiori e prendere i migliori, vale a dire a un criterio eugenetico per definizione Tempi

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postato da: vinoemirra alle ore 09:43 | link | commenti
categorie: fecondazione assistita, embrione, samizdatonline
domenica, 06 gennaio 2008

Linee giuda









Il mio è un vecchio ospedale a padiglioni. Un reparto di qui, un reparto di là. Ogni tanto ne buttano giù un pezzo, ne tirano su un altro. Anzi, ora lo stanno per rifare, praticamente daccapo.

Palazzine fatiscenti lasciano il posto a moderni edifici polifunzionali, come si dice.

Con gli inevitabili intoppi.

Prima qui c’era Dermatologia, ora c’è la Neuro. Pneumologia? No, signora, non è più qui è stata spostata nella palazzina a fronte, secondo piano.

I portinai ammattiscono, obbligati ad un aggiornamento continuo delle indicazioni da dare. Un fiorire di frecce indicatrici, destinate ad invecchiare assai precocemente, contribuisce a complicare esponenzialmente la situazione. Inutile anche il Tom-Tom.

Ecco allora l’idea: le linee guida. Grandi strisce di nastro adesivo colorato, tenacemente incollate al pavimento, vi guideranno nel dedalo di corridoi ospedalieri, su e giù per le scale, oltre soglie apparentemente invalicabili.

Cerca l’unità senologica? Segua la linea blu. La TAC? Linea rossa. Il pronto soccorso ortopedico? Linea gialla.

E, dove ci sono, funzionano. L’utente è pilotato passo per passo all’obiettivo desiderato. Niente perdita di tempo, niente stress. Disagi limitati ai soli pazienti daltonici.

Un giorno però arriva un mattacchione e, armato di nastro adesivo colorato, traccia nuovi percorsi, inventa deviazioni, riorganizza scorciatoie.

Poco male, si dirà, se il risultato è lo stesso. E invece no: complice la confusione imperante, causa ristrutturazione, le linee guida finiscono per condurre l’ignaro utente in direzioni affatto desiderate. E chi voleva farsi otturare un molare cariato finisce nell’ambulatorio di rettoscopia (no, la fatidica soglia non la vuole comunque varcare).

Il mattacchione avrebbe ottenuto lo stesso risultato cambiando di nuovo di posto tutto il reparto, ma sai la fatica? Così è tutto più semplice, e altrettanto sbagliato.

Un po’ quello che sta succedendo con la legge 40 sulla procreazione assistita e con la legge 194 sull’aborto. Magistrati con spiccata fantasia, benedetti dai grandi quotidiani nazionali, tracciano interpretazioni delle linee guida assolutamente originali, al punto da contraddire lo spirito e la lettera della legge cui fanno riferimento.

Il ministro non vedeva l’ora e annuncia di voler rivedere le linee guida della legge 40. E’ ora di ammettere la diagnosi preimpianto, ovviamente non in senso eugenetico (la legge lo vieta espressamente), e forse anche di congelare gli embrioni in soprannumero, anzi, pardon, gli ootidi. Un nome nuovo, e il gioco è fatto. Con tanti saluti alla legge e al referendum.

In quanto alla legge 194, è evidente che non si tocca. Nemmeno per applicarla.

Non fatevi fregare. Le linee guida non sono linee giuda.

postato da: vinoemirra alle ore 14:30 | link | commenti (7)
categorie: aborto, fecondazione assistita
mercoledì, 08 agosto 2007

Democratici martelli pneumatici






Ho visto su raitre la trasmissione "Senza figli" di Riccardo Iacona, conduttore di un programma il martedì sera (W l'italia in diretta).
Un'ora e mezza di attacco frontale, ininterrotto, virulento alla legge 40. Un martello pneumatico demolitore. Però democratico, nello stile della rete. Giornalismo di denuncia. Inchiesta sul campo. Come si faceva una volta.
Contraddittorio? Nemmeno l'ombra. Superato. Roba vecchia. Qui si fà giornalismo di attacco. Vero servizio pubblico.
Il giornalista, infervorato come da scuola, a intervistare mamme e gestanti con domande del tipo "la legge 40 tratta la donna come un utero, non è così?" e le signore a gara nel ricordare gli aggettivi letti sui giornaletti di qualche anno fa: legge talebana, ingiusta, assurda, atroce... e via sputtanando.
Nessuno che si chieda chi e perchè l'ha voluta. Nessuno che accenni, nemmeno con l'allusione, al referendum popolare che l'ha confermata.
Naturalmente le mamme intervistate erano interessate anche ad accudire i loro bei pargoli (sempre tre, perchè questo vuole la legge). Casi umani a profusione, secondo collaudato copione. Ma tutti ben orientati.
Luminari di questo e quel prestigioso centro a inveire contro le pastoie della legge, responsabile di parti plurimi, malformazioni del nascituro , aborti ripetuti, basso peso alla nascita.... la legge, mica loro. Loro farebbero quello che fanno in Europa, dove al primo tentativo si impianta un solo embrione, ma la legge 40...
Di congelamento di ovociti non parliamo, chè la ggente poi non capisce...
E via con  lo svarione clamoroso circa il divieto di diagnosi osservazionale preimpianto, svarione corretto 40 minuti dopo, a tempo scaduto e frittata cotta e magnata.
E poi la storiaccia bruttabrutta delle coppie che vanno all'estero ("erano mille, sono quattromila"), il diritto al figlio sano (ribadito talmente tante volte che uno quasi crede che sia vero), le incongruenze del divieto di diagnosi preimpianto ("perchè si deve sapere che la legge mi costringe ad avere un figlio talassemico e poi mi consente di abortirlo, si deve sapere!"  ... ), i talassemici che fanno questa battaglia "sacrosanta" (battaglia contro loro stessi), le coppie che fanno il mutuo per tentare in Turchia per la terza volta...
Ciliegina sulla torta l'intervista con Livia Turco che ribadisce in diretta tv senza alcuna vergogna i dati farlocchi resi pubblici dal suo ministero circa il fallimento della legge, e si dichiara peraltro impotente di fronte alla sua, pur necessaria, modifica.
Ci fà una figura magrolina, il ministro, di fronte a questo popolo, dichiaratamente di sinistra, che la mette alle corde invitandola a "difendere la salute degli italiani", modificando almeno "una parolina" delle linee guida, esercitando le sue facoltà.
Questa sì che deve essere "par condicio": il governo attaccato dai suoi stessi sostenitori. O forse mi sono perso qualcosa?
Chiude l'esperto super partes (Russo Spena, capogruppo di rifondazione comunista), con l'immancabile tirata sulla laicità.
Sul sito rai il podcast della trasmissione non è ancora disponibile.
Aggiornamento: ho aggiunto i link ai segmenti di trasmissione disponibili. Molto, ma non tutto. Meglio.
Se qualcuno, reduce dalle ferie, lo volesse vedere, si consiglia l'assunzione preventiva di ansiolitici ed antiemetici.


P.S. Vado al mare fino a domenica.
       W l'Italia in sdraietta!
postato da: vinoemirra alle ore 22:55 | link | commenti (3)
categorie: fecondazione assistita
giovedì, 05 luglio 2007

 Legge 40: che numeri!



 


Lunedì il Ministro della Salute Livia Turco ha presentato la relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004 che regolamenta la procreazione medicalmente assistita (Pma).

 

Vi si legge tra le altre cose (il corsivo è mio)

 

…Poiché non sono disponibili dati raccolti ciclo per ciclo, non è possibile conoscere un dato invece assolutamente necessario per la valutazione degli effetti delle tecniche in relazione allo stato di salute delle donne.

…Si sottolinea che non è possibile conoscere l’associazione di queste percentuali con l’età delle pazienti,  in particolare con età inferiore a 35 anni. Questo dato, viceversa, risulta essenziale per una corretta valutazione dell’efficacia e sicurezza delle tecniche.

…L’età delle pazienti appare piuttosto elevata.

…Da notare come il 60,7% dei cicli iniziati è effettuato su coppie con età superiore ai 34 anni. L’età è un fattore determinante nel successo dell’applicazione di tecniche di fecondazione assistita. Il fatto che in Italia le pazienti arrivino in età avanzata ad una diagnosi di infertilità e conseguentemente ad un trattamento di PMA è sicuramente penalizzante rispetto alle possibilità di successo dell’applicazione di tali tecniche

…Distribuzione regionale:  Lazio non disponibile

…Ad oggi, quindi, risultano operanti in Italia 330 Centri iscritti al Registro Nazionale: 276 Centri autorizzati e 54, nella sola regione Lazio, privi dell’autorizzazione stessa.

…Esiti gravidanze da inseminazione semplice

In totale il 47,8% dell’informazione viene persa. Questa percentuale assume valori ancora maggiori nei Centri pubblici, in cui vengono perse informazioni su più della metà delle gravidanze.

Come osserveremo anche nell’esame dei dati relativi alle tecniche di secondo e terzo livello, questa perdita di informazioni rappresenta un problema reale, se si vuole studiare l’efficacia delle tecniche in termini di bambini nati e di sicurezza della loro applicazione sulle pazienti.

…Tabella 2.2.18 - Numero nati vivi sottopeso secondo il genere di parto

Dati Mancanti: 13 nati vivi mancante di informazione sul sottopeso alla nascita

I Centri che quindi non hanno adempiuto agli obblighi imposti dalla legge n.40/2004, risultano 17 su 194, ovvero l’8,8% del totale.

Come già visto per l’inseminazione semplice, i dati raccolti suggeriscono degli interrogativi sull’uniformità della qualità ed efficacia delle tecniche applicate nell’ampio ed eterogeneo panorama dei centri italiani.

…Analisi dei dati relativi alle tecniche di secondo e terzo livello

In generale la percentuale di gravidanze perse al follow-up è pari al 41,3%. Il dato se riferito ai soli Centri operanti nelle regioni del Centro Italia, cresce fino al 63,6%.

Una perdita di informazioni così elevata è inaccettabile e non permette di fare analisi sulla reale efficacia e sulla sicurezza dell’applicazioni di tale tecniche.

…Occorre infine rilevare che  persiste una perdita rilevante di informazione sugli esiti delle gravidanze, che i centri non sono ancora in grado di comunicare per problemi organizzativi interni, che limita la validità delle risposte che il Registro può offrire in termini di analisi sulla reale efficacia e sulla sicurezza dell’applicazione delle tecniche. 

Un’ultima osservazione va fatta relativamente alla percentuale di gravidanze perse al follow-up.

La perdita di informazione sugli esiti delle gravidanze ottenute risultata molto elevata. Questa perdita di informazione limita la validità delle risposte che il Registro Nazionale può offrire in termini di sicurezza ed efficacia delle tecniche di fecondazione assistita applicate. E’ ovvio quindi che l’attenzione e l’impegno dovranno essere rivolti, nel prossimo futuro, alla riduzione della perdita di informazione relativa agli esiti delle gravidanze.

 

 

Su simili certezze si basa il nuovo attacco alla legge 40/2004.

Rimando a Samizdatonine e all’ottimo Gino per approfondimenti in merito.

 

 

Per finire, il Ministero propone tabelle riassuntive, per fare chiarezza, come questa:


40


 


 

 

Solo che mentre la somma delle percentuali di trasferimento di 1, 2 o 3 embrioni nel 2005 fà, correttamente, 100%, per il 2003 non è così.

13.7 + 34.4 + 44 % = 92.1 %.

E dove sono i rimanenti 7.9% di trasferimenti embrionari?

 

Sarà. Ma se presento una tabella come questa a un qualsiasi meeting di reparto, i miei stessi colleghi mi impallinano come un tordo.

 

postato da: vinoemirra alle ore 18:31 | link | commenti (6)
categorie: fecondazione assistita
martedì, 08 agosto 2006

VIVI O MORTI

Negoziare i “principi non negoziabili” diventerà impegno routinario per molti cattolici, a quanto si capisce dalle recenti votazioni in sede europea sui finanziamenti alla ricerca.
Tra qualche giorno il Mussi di turno chiederà loro di avallare nero su bianco quale sia il limite temporale di crioconservazione degli embrioni.
Prevedo si finirà per accettare quello convenzionalmente proposto un po’ dappertutto: 5 anni. Si troverà un arguto gioco di parole su cui tutti potranno essere d’accordo.
Ci spiegheranno che dopo 10 anni il 90% degli embrioni congelati muore durante lo scongelamento e i “survivors” hanno capacità di attecchimento in utero ridotte al lumicino. E allora dopo 5 anni, è inutile conservarli: scongeliamoli e diamoli alla ricerca.
Li paragoneranno a “morti viventi” e si evocheranno i pazienti in morte cerebrale, candidati alla donazione di organi. (Perché, quando fa comodo, l’embrione è paragonato all’essere umano adulto anche dai sostenitori della ricerca sulle staminali embrionali).
Embrioni crioconservati e pazienti deceduti. Serbatoi di organi o di cellule.
Non sottilizzeranno sul particolare che nessun paziente in morte cerebrale torna in vita. Mentre nascono bambini da embrioni crioconservati da 16 anni.
Erwin Chargaff (Nature 1987), ricordava che “sebbene il valore di un neonato - a differenza di quello di una minestra - non si basi sulla sua, per così dire “commestibilità”, ovunque si continuano a fare tentativi per dimostrare che ciò che va bene per le verdure va bene anche per l’essere umano.
La vita dell’uomo, tuttavia, è irripetibile: nessun placebo, nessun caso controllo”.
 
 
P.S.
E gli esperimenti si accumulano e più se ne fanno, meno ne si capisce: emerge di tanto in tanto, prepotentemente, l’importanza del terreno di coltura artificiale per la crescita extra uterina dell’embrione nelle prime ore. Niente a che vedere con l’utero materno: bastano insignificanti modifiche e si espongono gli embrioni a rischi di impressionanti anomalie genetiche.
postato da: vinoemirra alle ore 16:37 | link | commenti
categorie: fecondazione assistita
domenica, 11 giugno 2006

STAMINALI, PETIZIONE ALL'EUROPA

RISPETTATELO, PER FAVORE IL NOSTRO VOTO
Eugenia Roccella
Avvenire 10.6.2006

La decisione presa dal ministro Fabio Mussi, di dare il via libera dell'Italia ai finanziamenti europei per la ricerca sulle staminali embrionali, è stata oggetto di polemiche e discussioni, ma poi tutto è finito lì. Il colpo di mano personale, se tale è stato, è perfettamente riuscito. Nessuno, nel governo, ha chiesto a Mussi di tornare indietro, e il dissenso interno alla maggioranza non si è trasformato in iniziativa politica. Prodi ha chiuso il caso liquidandolo come un peccato veniale, un'uscita sconveniente e un po' sbarazzina del ministro, ma niente che richiedesse misure più serie di un rabbuffo.
Invece il gesto di Mussi ha conseguenze pesanti sia sul piano del rispetto delle regole democratiche, che su quello dello sviluppo della nostra ricerca, sempre a corto di fondi. La famosa Dichiarazione etica che l'Italia aveva firmato, e che l'attuale ministro ha invalidato, si basava su due punti fondamentali. Il primo, che la decisione di incoraggiare e finanziare sperimentazioni che richiedano la distruzione di embrioni umani dovesse essere lasciata ai singoli Stati; il secondo, che il programma quadro europeo non tenesse sufficientemente conto "del potenziale terapeutico delle cellule staminali umane adulte", e che a livello comunitario tale ricerca dovesse essere rafforzata.
La Dichiarazione, lungi dal proibire la ricerca sugli embrioni alle altre nazioni, come è stato detto, affermava un principio democratico che è difficile non condividere, e cioè che sui temi etici la cautela e il rispetto dell'autonomia nazionale sono imprescindibili, anche perché le leggi sono diverse da Paese a Paese. La linea italiana tendeva inoltre a riequilibrare il flusso dei finanziamenti, spostandoli verso la ricerca di casa nostra sulle staminali adulte, che ha già prodotto notevoli risultati. Mentre la ricerca sulle cellule prove nienti da embrioni non ha portato finora a nulla, nonostante l'enorme quantità di denaro pubblico e privato che è riuscita a convogliare su di sé.
Grazie al ministro, i cittadini italiani dovranno pagare sperimentazioni che non possono e non vogliono fare, visto che non soltanto sono vietate dalla legge italiana, ma con il voto referendario si è potuto accertare che meno del 20% del totale degli elettori è favorevole a utilizzare a questo scopo gli embrioni. I nostri contributi serviranno dunque a finanziare soprattutto i centri di ricerca inglesi (Blair sarà entusiasta della nostra generosità disinteressata), mentre quelli italiani, che sono all'avanguardia nella ricerca sulle staminali adulte, saranno penalizzati.
Non siamo tra quelli che si stupiscono perché la maggioranza con cui il centrosinistra è andato al governo è esigua. Anche con un pugno di voti di scarto, se le regole lo consentono, si può governare, e bene. Ma arrogarsi, in base a quel pugno di voti, il diritto di scavalcare la volontà del 75% degli italiani, appare un po' eccessivo.
Per ironia del caso, il Parlamento europeo discuterà e deciderà i contenuti del 7° programma quadro (che stabilisce in quali progetti di ricerca saranno spesi 50 milioni di euro per i prossimi 7 anni) proprio a partire dal 13 giugno, anniversario del referendum sulla legge 40. Alcune associazioni, cattoliche e no, hanno preso l'iniziativa di scrivere una lettera aperta ai parlamentari europei, chiedendo che sia rispettata la volontà espressa dal popolo italiano un anno fa, e che in materie così delicate ogni Paese possa decidere in autonomia. Per fare questo, il Parlamento europeo dovrebbe votare contro il finanziamento della ricerca sulle staminali embrionali, tornando alla situazione precedente, e rendendo l'Italia coerente con se stessa.
postato da: vinoemirra alle ore 09:46 | link | commenti (5)
categorie: fecondazione assistita
martedì, 06 giugno 2006

 
 
Si ricomincia.
 

 
 
 
 
Il governo ha deciso di costituire una Commissione sui temi della Bioetica, coordinata dal ministro dell'Interno Giuliano Amato.
Quello che farà questa commissione è anticipato da Fassino:
revisione della legge 40, per cominciare, e poi tutta una serie di altre iniziative, anticipate dal neo ministro della Sanità.
 
Come cambierà la legge 40? Amato lo disse al Foglio l’11.4.2005: “Io penso che agire sul processo di vita pre-embrione con l' effetto di limitare la produzione artificiale di embrioni abbia senso; e che una fecondazione assistita che inizia con l' espianto in una volta sola di tanti ovociti quanti potranno servire a più impianti, ma prosegua con lo sviluppo dei soli embrioni destinati all' impianto immediato e con la crioconservazione allo stadio di ootidi degli ovociti fecondati residui, offra benefici che superano l' indubbio ma minore costo morale dell' eventuale perdita più tardi di quegli ootidi conservati.”
L’ootide, il pre-embrione, è la chiave di tutto.
Si cambia il nome alla realtà e cambia la realtà.
E riparte lancia in resta il “Corriere della Rosa” (copyright), riesumando i testimonial di sempre.
Prima tra tutti Rita Levi Montalcini, arzilla nei suoi freschi 97 anni. Esempio di imparzialità “super partes”:La legge sulla fecondazione assistita è un obbrobrio”: sono "contraria al cento per cento".
E lucida come sempre nel sostenere che “no, l’embrione non è persona”.
Casomai lo diventa.
E quando?
Semplice: “bisogna, quanto meno, che sia avvenuta la differenziazione, dopo il quattordicesimo giorno ».
Anzi, no. “quando ha acquisito la capacità di intendere e di volere: prima c'è un processo di crescita e di sviluppo di qualcosa che sarà poi persona umana". Quotidiano.net 10.2.2001
Così firma un documento di grande risonanza, insieme al prof. Antonino Forabosco, direttore della cattedra di Genetica medica a Modena, che chiarisce che “l’inizio della vita dell’individuo non può essere fissato al concepimento. E fino al 4°-5° giorno, prima che si impianti nell’utero, il prodotto del concepimento è un ammasso indifferenziato di cellule».
Anzi, no. «Non è soltanto l’assenza del sistema nervoso che nega all'embrione lo status di persona. Essendo l'embrione allo stadio precoce un cumulo di poche cellule non gode dell'autonomia, caratteristica essenziale di ogni individuo, umano o di altra specie».
Parlare di “fasi successive” chiarirà il concetto.
Sempre che non diamo retta ad altri suoi illuminati supporters, che la invocano come musa ispiratrice quando identificano il sorgere della vita con la formazione della retina, alla ventiquattresima settimana (sesto mese).
Del resto “gli embrioni in utero o sovrannumerari non godono della proprietà di essere individui coscienti”. (E nemmeno i miei pazienti durante l’anestesia generale, né parecchi nonnetti del mio paese, e qualche professore nella mia Università, né io stesso, almeno quando dormo, se è per questo…).
Però: “perche' si possa parlare di persona umana deve esser presente un sistema nervoso formato, completo e funzionante.” con “la possibilita' di pensare, reagire, di soffrire e gioire come si verifica - dopo la nascita".
Quindi, stando alla conoscenza biologica, «è sbagliato porre l’inizio della vita umana al concepimento, sarebbe un colpo alla legge sull’aborto e alla stessa scienza». Eh già. E chi se la sente di dare un simile colpo?
 
E comunque “Normalmente noi dobbiamo proteggere l'embrione e tutelarlo”. “Non è moralmente accettabile creare un embrione al solo scopo di usarne le staminali”
Sì, insomma: Noi diciamo umilmente che non sappiamo quando inizi la persona, ma siamo convinti che essa non abbia inizio al concepimento.
Ne siamo convinti, ecco.
E allora "Bisognerà mettersi d'accordo, per l'appunto, sul significato del termine "persona" (La Repubblica - 9 SETTEMBRE 2000).
Perché è chiaro che “si è persona solo con la nascita”  Quotidiano.net 10.2.2001
Così come è chiaro il concetto di figlio: “Il fatto di non avere avuto figli non le manca. Chiama «mio figlio» l´NGF, sigla della proteina che stimola la crescita delle cellule nervose. È la scoperta che l´ha condotta al Nobel”.
 
A seguire, le dichiarazioni più recenti, rilasciate al Corriere della Rosa (copyright).
L’originale, integrale, è in nero.
Il resto (link compresi) l’ho sporcato io.
 
 
 
 
 
Intervista a Rita Levi Montalcini
«Applicarla anche in Italia? Voterei sì»
Il premio Nobel e senatrice a vita: «Sancito un principio eccellente, ma da noi i figli di coppie omosessuali avrebbero serie difficoltà»
Giovanni Caprara
03 giugno 2006
 
«Il principio che può aver ispirato l'approvazione della legge che permette a single e omosessuali l'inseminazione artificiale (gratuita, cioè interamente a spese dello stato) mi sembra buono, direi eccellente. Però non posso esprimere un parere più preciso (più preciso di “eccellente”? Propongo “eccellentissimo”…
perché non conosco il testo del provvedimento» risponde il Nobel e senatrice a vita Rita Levi Montalcini.
La gloriosa scienziata, premio Nobel per la medicina nell´86, appare come una signora minuta e decisa. Il piglio è principesco, l´eleganza è molto piemontese: asciutta, senza sfarzo; ma curatissima nei dettagli. Capigliatura bianca modellata con morbidezza e amore, piccoli e raffinati gioielli al collo e ai polsi, scarpe molto femminili, con il tacco alto. Il portamento è eretto, la pelle è diafana. Ha la luce di un antico cammeo. L´abito è un Capucci nero e setoso, tagliato d´incanto, con sottili bordi verdi che sottolineano il collo all´orientale. Da sempre le piace essere vestita bene: «Che vuole, non potendo cambiare me stessa cambio il vestito».
Ma aggiunge: «Mi rimane qualche perplessità nella comprensione del fatto in sé, cioè il dare questa possibilità a single e omosessuali, perché su di me pesa un secolo di vita nel quale la visione era diversa. Tuttavia se il parlamento danese ha votato in tal senso, io ho troppa stima e considerazione di quel Paese per sollevare dubbi nel bene o nel male».
Hanno fatto scandalo, mesi fa, le compagnie di taxi che a Copenaghen accettano di fornire autisti bianchi e non immigrati: basta che il cliente chieda in codice «un’auto per me e il mio cane». Gli imam accusano i danesi di razzismo, a dicembre è stata approvata una legge più restrittiva sulla cittadinanza
 
Lei appoggerebbe una legge del genere proposta in Italia?
 
«Sì, in linea di principio. Ma in Italia i figli di coppie omosessuali andrebbero incontro a serie difficoltà nella società perché apparirebbero diversi, data la prevalenza della nostra cultura cattolica».
Quotidiano.net 10.2.2001 : Rita Levi Montalcini, mette in guardia il Paese. Ci sono in Italia due pensieri e culture che da versanti diversi mirano a bloccare la ricerca scientifica: quella ecologista e quella religiosa. "C'è una richiesta religiosa che chiede anche qui di sospendere ogni ricerca sull'uso e la sperimentazione delle cellule staminali (sic!), che non sono affatto persone umane; questo divieto super cattolico non ha alcun senso".
 
La nuova possibilità finisce per incidere sui valori familiari intesi secondo la tradizione. È un danno per l'uomo?

«È vero, il concetto e i valori familiari cambiano e infatti la famiglia come la consideriamo oggi è completamente diversa rispetto al passato. I valori etici devono essere comunque preservati e tutelati nella trasformazione del concetto di famiglia e pure la loro gerarchia deve rimanere immutata nel passaggio tra il modo di vivere da un'epoca all'altra. (?)  E questo è un compito di rigorosa spettanza degli adulti, tenendo conto delle condizioni ambientali che mutano di giorno in giorno».

In Italia abbiamo una legge che bandisce l'inseminazione eterologa, cioè con seme altrui...

«Io sono a favore dell'eterologa e quindi non l'avrei mai bandita».
Un unico dubbio il Premio Nobel per la Medicina, che e' anche senatore a vita, lo ha espresso per quanto riguarda la fecondazione eterologa: ''Qualche dubbio su questa pratica c'e'.
Cosa accadrebbe se un uomo che ha donato il seme senza pero' voler essere padre tra vent'anni dovesse essere reclamato come tale da una decina di figli?''.
Vedi Montalcini confessa la sua perplessità sulla fecondazione eterologa, che «fa della donna semplicemente un recipiente» e che dichiara di essere «assolutamente contraria alla possibilità di produrre embrioni per usi scientifici».
 
Un altro aspetto della legge consente la fecondazione artificiale però con un numero limitato di ovociti... (ovociti, embrioni... ma sì, facciamo chiarezza...)

«Dobbiamo garantire le possibilità offerte oggi dalla fecondazione artificiale alle coppie che per qualche ragione hanno difficoltà ad avere figli. Mi sembra un'esigenza da rispettare. Non ho dubbi, ed è necessario affrontare politicamente questo problema di una legge arretrata, fuori del tempo. È quindi indispensabile una normativa adeguata che salvaguardi la salute dei nascituri e della madre, tutelando la coppia».
 
Il ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi (Mussitero) ha difeso (ah sì? e da quale attacco?) a Bruxelles la ricerca sulle cellule staminali (embrionali, omissione colposa?), cambiando l'atteggiamento finora sostenuto dal nostro Paese.

«Sono pienamente d'accordo con la posizione del ministro Mussi per consentire finalmente la ricerca sulle cellule staminali (embrionali, omissione dolosa!). C'è necessità di avanzare su questo fronte per aiutare a risolvere i problemi concernenti le patologie che potrebbero (il condizionale è d’obbligo, vista l’assenza di risultati concreti) essere aggredite con il loro utilizzo. Ora il nostro governo deve andare avanti su questa linea (infischiandosene dell’esito del referendum). L'Italia non può continuare a rivestire il ruolo di Cenerentola di una situazione che a livello internazionale è già maturata in modo ben diverso e consapevole, adottando tutte le cautele possibili».

In questi studi rimane discusso il ricorso all'uso degli embrioni soprannumerari. Lei che cosa ne pensa?

«Perché non utilizzarli se sono già destinati alla distruzione. Semmai non bisogna creare apposta degli embrioni da utilizzare soltanto per la ricerca, questo no».
Cioè fammi capire: si producono più embrioni, si sceglie il migliore, magari con diagnosi preimpiantoIl mancato diritto di sottoporre a esame genetico l'embrione da impiantare determinerebbe una necessità di ricorrere all'aborto». La “necessità”… Azzz…) ne si impianta uno, massimo due, e gli altri? Li congeliamo? Non li abbiamo creati APPOSTA per la ricerca, no, questo no, però già che ci sono… Ma dai , che se son belli freschi per la ricerca è pure meglio…

Meglio far ricorso alle staminali embrionali o a quelle adulte?

«Non sono uguali e hanno diverse potenzialità perché quelle embrionali a differenza delle adulte sono totipotenti, quindi consentono la massima espressione. Bisogna quindi valutare a seconda del caso».
Le staminali adulte hanno risultati, non solo potenzialità.
Le embrionali, solo promesse, potenziali anche quelle.

Sono esagerate le promesse future delle staminali?
 
Non mi sembra esagerato discutere delle grandi possibilità che offrono. Io stessa (!) quando trent'anni fa lavoravo su questi temi non immaginavo certamente quello che oggi è invece perseguibile. La ricerca scientifica ha dimostrato concretamente le possibilità di sviluppo delle cellule staminali embrionali e adulte». E concretamente ne ha illustrato le enormi diversità, tra le quali quelle di cellule staminali adulte in grado di comportarsi in tutto e per tutto da cellule embrionali…)
«Lo scenario che aprono è promettente. Senza andare agli eccessi, consentono di affrontare numerose malattie in maniera efficace e prima impossibile Non parla più di Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla?   (Quotidiano.net 10.2.2001) E come mai?
postato da: vinoemirra alle ore 20:26 | link | commenti (14)
categorie: fecondazione assistita

EDITORIALE SAMIZDATONLINE
Lo strappo di Mussi

La scelta di Mussi Ministro dell'Università e della ricerca è passata quasi in sordina, se ne è parlato senza troppa enfasi sui giornali. A dire il vero sembra si tratti di un nuovo corso: prima bastava un singhiozzo del governo e tutti i giornali ne parlavano per giorni. Ora questo non accade più, quasi che il popolo fosse diventato becero e i politici, gli unici a sapere cos'è bene per noi.

Allora vediamo cos'ha fatto MUSSI e perché quello che ha fatto è grave
In Europa un gruppo di paesi aveva proposto una dichiarazione etica sull'uso di cellule staminali embrionali nella ricerca. In pratica, Germania, Polonia, Austria, Slovacchia e Italia si erano dette contrarie a finanziamenti da parte della UE a ricerche che comportino distruzione dell'embrione.
Il voto italiano era numericamente necessario per bloccare i finanziamenti.

Ma arriva il Ministro MUSSI e come prima cosa dopo essere stato eletto si reca a Bruxelles e ritira la firma dell'Italia dando, di fatto, via libera in Europa alla ricerca con l'uso distruttivo di embrioni.

Si è trattato di un atto di arroganza che non ha tenuto conto né della volontà del popolo espressa chiaramente dal Parlamento e dal Referendum, né delle gravi implicazioni che la cancellazione di quella firma comporta, né tanto meno delle promesse fatte da PRODI nel corso delle sue dichiarazioni programmatiche alle Camere, quando si era solennemente impegnato a «cercare in Parlamento larghe intese sui temi che riguardano le coscienze e i valori etici di tutti noi».

I cattolici dell'Unione che fanno?
Prodi ha espresso irritazione e disappunto, ma si è ben guardato dal costringere Mussi a fare marcia indietro, dimostrando di essere ostaggio dei DS, un leader senza leadership, un irrilevante presidente "per conto terzi".
Rutelli che, aveva fatto una proposta di legge per sostenere la ricerca sulle cellule staminali ADULTE (non embrionali), quella sulla quale si sono ottenuti i migliori risultati in termini di ricerca e di effetti terapeutici, cerca di salvarsi assicurando che per l'Italia non cambia nulla, che la nostra legislazione è salva; è come affermare che in Italia non si può sperimentare con gli embrioni ma si può fare in tutta Europa e l'Italia partecipa alle spese.
Rosy Bindi cerca di salvare la faccia, affermando che non ne sapeva nulla, ma che di certo si sarà trattato di una scelta collegiale.
Fioroni minimizza.

Resta il fatto che il Ministro che dovrebbe tutelare la nostra Ricerca scientifica ha deciso di agire nell'esclusivo interesse di attività di ricerca svolte in altri Paesi. Il suo gesto ha creato le premesse perché L'Unione Europea dirotti una parte delle risorse impegnate nella ricerca sulle cellule staminali adulte - che, ricordiamolo, sta dando buoni risultati - dirottandole su altri fronti.

Questo è gravissimo ed è ancora più preoccupante che nessuno nel Governo si sia opposto ad una decisione così grave, avallandola.

SIA CHIARO! Chiunque voglia far credere che il problema è di tipo religioso, mente, sapendo di mentire. Tanto è vero che tra i paesi contrari a questa ricerca c'è la Germania.
Non la Germania democratico-cristiana della Merkel, ma quella del governo socialista di Schroder. Il paese che ha conosciuto sulla sua carne l'orrore nazista è anche quello che in Europa ha manifestato il massimo di consapevolezza sul tema della difesa dei diritti della persona anche davanti alla sperimentazione medica.

Viene il sospetto che dietro a questa scelta ci siano le pressioni di alcune lobbies, con forti interessi economici nel settore delle bio-tecnologie.

Pertanto chiediamo al presidente del Consiglio Prodi che il governo riconfermi anche in sede europea il "no" italiano a quelle ricerche sulle cellule staminali che richiedono la distruzione di esseri umani allo stato embrionale.

Nel caso ciò non si verificasse, auspichiamo che l'opposizione presenti al Senato una mozione di sfiducia individuale contro il Ministro Mussi.

 

SAMIZDATONLINE
postato da: vinoemirra alle ore 11:57 | link | commenti
categorie: fecondazione assistita, samizdatonline
mercoledì, 31 maggio 2006

Golpe di Mussi contro la Carta Etica europea

Elegante e democratico il ministro strappò la firma
Possibile che un ministro faccia queste scelte autonomamente? E che ne dicono quei suoi colleghi che un anno fa avevano posizioni ben diverse?
Marina Corradi
L'Italia ha ritirato la sua adesione alla Dichiarazione etica della Unione europea contraria all'utilizzo delle cellule staminali embrionali per fini di ricerca, che il governo precedente aveva firmato in novembre. Polonia, Slovacchia, Austria e Germania rimangono così i soli membri dell'Unione programmaticamente sfavorevoli all'uso di embrioni umani. L'Italia, che pure con la sua legge 40 vieta questo utilizzo, si è sfilata dall'esigua minoranza di contrari, benchè il referendum dello scorso giugno abbia bocciato tutte le abrogazioni pretese dal fronte radicale, e anche l'abolizione del divieto di ricerca.
Non è passato un anno, e il fresco ministro alla Ricerca e Università, Fabio Mussi, Ds, si presenta a Bruxelles e disinvoltamente traccia un rigo su quella firma, che trascriveva una volontà espressa dalla consultazione popolare. A chi gli chiedeva se la decisione presa corrispondesse a una posizione del governo italiano il ministro ha risposto seccamente: "La firma è mia".
La firma è sua? Sbalorditivo che una decisione simile, riguardante simili temi in seno all'Europa, venga presa, se così è stato veramente, in uno slancio di zelo da un singolo membro del Consiglio dei ministri. Qui si va oltre un'esternazione sui Pacs, o sull'adozione della pillola abortiva. Qui si cancella da un giorno all'altro l'adesione a una dichiarazione europea, sia pure d'intenti, ma estremamente rilevante, e fedele, nella volontà espressa, a ciò che hanno manifestato i cittadini. Possibile davvero, che un ministro autonomamente faccia queste scelte? E che ne dicono quegli esponenti dello stesso governo, che un anno fa avevano posizioni ben diverse? Oppure, davvero in questo governo si può fare e disfare ciò che si vuole, ognuno per sé e Dio - si spera - per tutti? Uno s'alza il mattino, e sulla base delle sue personali convinzioni va dove lo porta il cuore, cioè a dire che l'Italia è favorevole alla ricerca sugli embrioni - benchè il referendum abrogativo della legge 40 sia stato una Caporetto.
Nel breve arco di un mese, dispiace dirlo, ci siamo adusi a questi colpi di vento, a questo incontenibile rigoglio della istintività dei ministri, ansiosi di annunciare di persona l'avvento di una laicizzazione metodica dell'Italia. Il "cuore" porta sempre da quella parte, in una fatale attrazione, né i richiami a stare un po' zitti paiono arginare la frenesia modernizzatrice. Al cuore, come si dice, non si comanda.
Qualcuno gioisce. Una deputata verde, tale Luana Zanella, plaude alla ritirata di Bruxelles, in quella logica misteriosa di certi ambientalisti, per cui guai a toccare un topo, mentre con l'embrione umano va tutto bene. Esultano i soliti: Bonino e Capezzone, mentre alcuni di Ds e Rifondazione si "rallegrano" con Mussi.
Dimentichi, come nulla fosse stato, di quel 12 giugno, del secco schiaffo preso da chi si illudeva di un'Italia plebiscitaria su libere provette e libera ricerca sul principio dell'uomo. Un referendum popolare, certo. Ma pochi disprezzano di più la volontà popolare, che i suoi primi paladini, quando non coincida con il loro corretto pensare. Quando, è evidente, questa volontà sia malguidata, oscurantista e ignorante. Allora, appena si può, si va Bruxelles e si traccia brevemente un rigo. Nel nome del Progresso e della Ricerca, di quel Bene che qualcuno vuole darci per forza.
Avvenire 31 Maggio 2006
postato da: vinoemirra alle ore 22:02 | link | commenti (2)
categorie: fecondazione assistita
domenica, 28 maggio 2006

Diagnosi genetica preimpianto.
 
L’argomento è difficile. Difficile e stimolante, vista la cronaca.
Credo sia bene partire dai numeri aggiornati, così sono andato a spulciarli sulla carta (per una volta, non essendo ancora reperibili ondine).
Ho tradotto come ho potuto, ho riportato quello che mi sembrava più importante. Ho cercato di scrivere facile, ma l’argomento rimane complesso.
Chi volesse può cercarsi altro a partire da qui.
Per oggi mi fermo a questi.
Vedremo di commentarli insieme, se vi va.
 

ESHRE PGD Consortium data collection V: Cicli da Gennaio a dicembre 2002 Con dati di gravidanze fino a ottobre 2003.
 
 
Esistono attualmente 66 centri attivi registrati presso questo consorzio (Argentina, Australia, Corea, Europa, Israele, Stati Uniti, Taiwan). Tuttavia i dati presentati riguardano 43 centri e si riferiscono a 1603 casi clinici, con 2219 cicli, 485 gravidanze e 382 bimbi nati.
I motivi per cui si chiede la diagnosi genetica preimpianto sono, in linea con le passate rilevazioni, anomalie cromosomiche, aneuploidie,  (numero alterato di cromosomi nel nucleo dell’embrione, tale da rendere impossibile l’annidamento e inutile il trasferimento dell’embrione in utero - nota mia) traslocazioni geniche, anomalie monogeniche (Duchenne, emofilia, cromosoma X-fragile, talassemia, atrofia muscolare spinale, distrofia miotonica…).
In tre casi si è richiesta PGD per diagnosi di istocompatibilità HLA, (allo scopo di ottenere staminali di cordone ombelicale da trapiantare in soggetti affetti da malattie del sangue quali - nota mia) anemia di Fanconi (2 casi) e anemia falciforme (1 caso).
E’ interessante notare che solo quattro casi si riferiscono alla determinazione prenatale del sesso per motivi sociali (da settembre 1998 a dicembre 2001 erano stati 68 su 2370 cicli). Questo dato è in contraddizione con il numero di cicli giunti alla fase di prelievo di ovociti per questo stesso motivo, che era di 72.
Inoltre in 120 casi la ragione per cui si è fatto ricorso a PGD rimane sconosciuta.
 
Da settembre 1998 a dicembre 2001 su 2370 donne infertili (età media 35 anni), 577 furono le PGD e tra queste 2000 i cicli con prelievo di ovociti; si sono prodotti 17088 embrioni, 13005 dei quali sono stati biopsiati. La diagnosi, ottenuta per 11106 casi, ha preceduto la valutazione di trasferibilità per 4374 embrioni, dei quali 3211 trasferiti e 633 congelati.
La diagnosi di gravidanza era positiva per HCG positivo in 458 casi, per il rilievo di battito cardiaco in 362 casi. In percentuale la gravidanza è stata ottenuta per il 18% dei prelievi di ovociti e per il 23% degli embrioni trasferiti.
 
Nello studio del 2002, su 2219 cicli totali, l’infertilità riguardava 1559 donne (età media 35 anni).
I casi di PGD erano 936 (417 infertili). Tra queste il prelievo di ovociti ha riguardato 868 cicli, con 7151 embrioni prodotti, 5363 biopsiati, diagnosi ottenuta in 4727 casi, 1711 embrioni trasferibili, 1169 trasferiti, 160 congelati, 198 HCG positivi, 152 cuori che battono. In percentuale la gravidanza è stata ottenuta per il 18% dei prelievi di ovociti e per il 25% degli embrioni trasferiti, con un rapporto embrioni trasferiti/cuori battenti del 15%.
 
Relativamente alla PGD per determinazione del sesso per motivi sociali, negli anni 1998 – 2001 su 182 cicli (solo 19 le pazienti infertili) e 1109 embrioni biopsiati, 304 furono gli embrioni trasferibili e 131 i trasferiti, con successo per il 24% dei prelievi ovocitari e 34% rispetto agli embrioni trasferiti.
 
Per lo stesso motivo nel 2002 su 72 cicli iniziati (solo 22 pazienti infertili), 480 embrioni furono prodotti, 396 embrioni furono biopsiati . 183 risultarono trasferibili, 145 furono trasferiti, 21 congelati. In 11 cicli non si ottennero embrioni del sesso desiderato e le pazienti non iniziarono alcun ciclo di trasferimento embrionale. Il test HCG fu positivo per 22 di essi, con 15 cuori battenti.
In percentuale la gravidanza è stata ottenuta per il 21% degli ovociti prelevati e per il 25% degli embrioni trasferiti, con un rapporto embrioni trasferiti/cuori battenti del 14%.
 
Nel computo totale di PGD + PGS (screening per aneuploidia) + PGD-SS (PGD per selezione del sesso) sono stati prodotti, nel 2002, 15952 embrioni, e sono nati 382 bambini.
Si chiarisce che la procedura bioptica sull’embrione, comunque realizzata, non ha influenze negative sullo sviluppo della gravidanza successiva. Il principale problema è quello delle gravidanze multiple (85 gemellari, 8 trigemellari, 1 quadrigemellare), responsabile di morbilità e mortalità.
Si auspica che questo problema venga ridotto in futuro dall’adozione di tecniche di trasferimento di embrione singolo.
Nel corso della gravidanza si sono verificate 5 gravidanze extrauterine/372.
2 interruzioni di gravidanza (una per igroma cistico, una per diagnosi di sindrome di Turner ottenuta tramite amniocentesi).
Si sono effettuate 8/430 riduzioni di gravidanza multipla (2 da tri a bigemellari, 4 da tri a singolo, 2 da quadri a bigemellare).
Su 331 gravidanze a decorso normale, 325 arrivano al parto (252 parti singoli, 71 gemellari, 2 trigemellari).
Su 325 parti, 158 sono cesarei, 129 vaginali, 38 non sono riportati.
71/325 sono pre-termine, 153 a termine, 101 dati non pervenuti.
Sono nati complessivamente 382 bambini, 169 maschi, 203 femmine, 10 dato non pervenuto.
I parametri clinici principali e gli indici antropometrici alla nascita (peso, altezza, circonferenza cranica) erano normali.
1 neonato presentava segni vitali (Apgar score) insoddisfacenti.
338 neonati su 382 non presentavano malformazioni congenite. In 25 casi il dato non è pervenuto.
Fra le malformazioni congenite maggiori vi sono 2 gemelli omozigoti con labiopalatoschisi e atresia  polmonare, 2 gemelli omozigoti con labiopalatoschisi e tetralogia di Fallot, 1 gemello con labioschisi, cardiopatia, femore corto, 1 neonato con ipoplasia polmonare, 2 difetti interventricolari cardiaci, 2 con assenza di corpo calloso cerebrale, e malformazioni associate.
9 le malformazioni congenite minori.
23 neonati ebbero complicanze perinatali; morirono un neonato (con labioschisi, cardiopatia, femore corto), 1 neonato con ipoplasia polmonare, 2 gemelli nati morti a 22 settimane e 2 gemelli nati morti a 25 settimane.
I dati del 2002 segnalano l’assenza di errori diagnostici. Ulteriori accertamenti diagnostici prenatali si fecero per 206/476 feti. Cariotipo cromosomico normale fu riscontrato anche in feti con malformazioni multiple (1 singolo, 3 gemelli).
 
 
 
postato da: vinoemirra alle ore 21:22 | link | commenti (2)
categorie: medicina, fecondazione assistita

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