L'ormai ex ministro della Salute emana nuove linee guida sulla legge 40 e raggira la norma che vieta la diagnosi pre impianto. Intervista a Assuntina Morresi, membro del Cnb

Il ministro della Salute Livia Turco ha emanato le nuove linee guida della legge 40 sulle indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita previste dall'articolo 7 della legge 40, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale di oggi. Le nuove linee guida eliminano il divieto alla diagnosi reimpianto degli embrioni. Il decreto, che aggiorna le precedenti linee guida del 21 luglio 2004, è stato firmato dal Ministro della Salute Livia Turco lo scorso 11 aprile. Insomma, anche nell'ultimo giorno da ministro, la Turco ha voluto farsi riconoscere. Chiediamo un commento ad Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale di bioetica.
Argomenti correlati:
LEGGE 40/ Il ministero della Salute modifica le linee guida di attuazione, è polemica - IlSussidiario
Nelle linee guida della legge 40 un varco all'eugenetica. D'Agostino, si può arrivare al paradosso - IlSussidiario
Il colpo di coda di Livia Turco - Fratello Embrione
Fabbricanti di utopie - Berlicche
L'eugenetica rientra dalla finestra - Gino
Indignazione contro le linee guida all'applicazione della legge 40 - Zenit
In Italia via libera all'eugenetica - L'Osservatore Romano

Il mio è un vecchio ospedale a padiglioni. Un reparto di qui, un reparto di là. Ogni tanto ne buttano giù un pezzo, ne tirano su un altro. Anzi, ora lo stanno per rifare, praticamente daccapo.
Palazzine fatiscenti lasciano il posto a moderni edifici polifunzionali, come si dice.
Con gli inevitabili intoppi.
Prima qui c’era Dermatologia, ora c’è la Neuro. Pneumologia? No, signora, non è più qui è stata spostata nella palazzina a fronte, secondo piano.
I portinai ammattiscono, obbligati ad un aggiornamento continuo delle indicazioni da dare. Un fiorire di frecce indicatrici, destinate ad invecchiare assai precocemente, contribuisce a complicare esponenzialmente la situazione. Inutile anche il Tom-Tom.
Ecco allora l’idea: le linee guida. Grandi strisce di nastro adesivo colorato, tenacemente incollate al pavimento, vi guideranno nel dedalo di corridoi ospedalieri, su e giù per le scale, oltre soglie apparentemente invalicabili.
Cerca l’unità senologica? Segua la linea blu. La TAC? Linea rossa. Il pronto soccorso ortopedico? Linea gialla.
E, dove ci sono, funzionano. L’utente è pilotato passo per passo all’obiettivo desiderato. Niente perdita di tempo, niente stress. Disagi limitati ai soli pazienti daltonici.
Un giorno però arriva un mattacchione e, armato di nastro adesivo colorato, traccia nuovi percorsi, inventa deviazioni, riorganizza scorciatoie.
Poco male, si dirà, se il risultato è lo stesso. E invece no: complice la confusione imperante, causa ristrutturazione, le linee guida finiscono per condurre l’ignaro utente in direzioni affatto desiderate. E chi voleva farsi otturare un molare cariato finisce nell’ambulatorio di rettoscopia (no, la fatidica soglia non la vuole comunque varcare).
Il mattacchione avrebbe ottenuto lo stesso risultato cambiando di nuovo di posto tutto il reparto, ma sai la fatica? Così è tutto più semplice, e altrettanto sbagliato.
Un po’ quello che sta succedendo con la legge 40 sulla procreazione assistita e con la legge 194 sull’aborto. Magistrati con spiccata fantasia, benedetti dai grandi quotidiani nazionali, tracciano interpretazioni delle linee guida assolutamente originali, al punto da contraddire lo spirito e la lettera della legge cui fanno riferimento.
Il ministro non vedeva l’ora e annuncia di voler rivedere le linee guida della legge 40. E’ ora di ammettere la diagnosi preimpianto, ovviamente non in senso eugenetico (la legge lo vieta espressamente), e forse anche di congelare gli embrioni in soprannumero, anzi, pardon, gli ootidi. Un nome nuovo, e il gioco è fatto. Con tanti saluti alla legge e al referendum.
In quanto alla legge 194, è evidente che non si tocca. Nemmeno per applicarla.
Non fatevi fregare. Le linee guida non sono linee giuda.


Lunedì il Ministro della Salute Livia Turco ha presentato la relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004 che regolamenta la procreazione medicalmente assistita (Pma).
Vi si legge tra le altre cose (il corsivo è mio)
…Poiché non sono disponibili dati raccolti ciclo per ciclo, non è possibile conoscere un dato invece assolutamente necessario per la valutazione degli effetti delle tecniche in relazione allo stato di salute delle donne.
…Si sottolinea che non è possibile conoscere l’associazione di queste percentuali con l’età delle pazienti, in particolare con età inferiore a 35 anni. Questo dato, viceversa, risulta essenziale per una corretta valutazione dell’efficacia e sicurezza delle tecniche.
…L’età delle pazienti appare piuttosto elevata.
…Da notare come il 60,7% dei cicli iniziati è effettuato su coppie con età superiore ai 34 anni. L’età è un fattore determinante nel successo dell’applicazione di tecniche di fecondazione assistita. Il fatto che in Italia le pazienti arrivino in età avanzata ad una diagnosi di infertilità e conseguentemente ad un trattamento di PMA è sicuramente penalizzante rispetto alle possibilità di successo dell’applicazione di tali tecniche
…Distribuzione regionale: Lazio non disponibile
…Ad oggi, quindi, risultano operanti in Italia 330 Centri iscritti al Registro Nazionale: 276 Centri autorizzati e 54, nella sola regione Lazio, privi dell’autorizzazione stessa.
…Esiti gravidanze da inseminazione semplice
In totale il 47,8% dell’informazione viene persa. Questa percentuale assume valori ancora maggiori nei Centri pubblici, in cui vengono perse informazioni su più della metà delle gravidanze.
Come osserveremo anche nell’esame dei dati relativi alle tecniche di secondo e terzo livello, questa perdita di informazioni rappresenta un problema reale, se si vuole studiare l’efficacia delle tecniche in termini di bambini nati e di sicurezza della loro applicazione sulle pazienti.
…Tabella 2.2.18 - Numero nati vivi sottopeso secondo il genere di parto
Dati Mancanti: 13 nati vivi mancante di informazione sul sottopeso alla nascita
…I Centri che quindi non hanno adempiuto agli obblighi imposti dalla legge n.40/2004, risultano 17 su 194, ovvero l’8,8% del totale.
Come già visto per l’inseminazione semplice, i dati raccolti suggeriscono degli interrogativi sull’uniformità della qualità ed efficacia delle tecniche applicate nell’ampio ed eterogeneo panorama dei centri italiani.
…Analisi dei dati relativi alle tecniche di secondo e terzo livello
In generale la percentuale di gravidanze perse al follow-up è pari al 41,3%. Il dato se riferito ai soli Centri operanti nelle regioni del Centro Italia, cresce fino al 63,6%.
…Una perdita di informazioni così elevata è inaccettabile e non permette di fare analisi sulla reale efficacia e sulla sicurezza dell’applicazioni di tale tecniche.
…Occorre infine rilevare che persiste una perdita rilevante di informazione sugli esiti delle gravidanze, che i centri non sono ancora in grado di comunicare per problemi organizzativi interni, che limita la validità delle risposte che il Registro può offrire in termini di analisi sulla reale efficacia e sulla sicurezza dell’applicazione delle tecniche.
La perdita di informazione sugli esiti delle gravidanze ottenute risultata molto elevata. Questa perdita di informazione limita la validità delle risposte che il Registro Nazionale può offrire in termini di sicurezza ed efficacia delle tecniche di fecondazione assistita applicate. E’ ovvio quindi che l’attenzione e l’impegno dovranno essere rivolti, nel prossimo futuro, alla riduzione della perdita di informazione relativa agli esiti delle gravidanze.
Su simili certezze si basa il nuovo attacco alla legge 40/2004.
Rimando a Samizdatonine e all’ottimo Gino per approfondimenti in merito.
Per finire, il Ministero propone tabelle riassuntive, per fare chiarezza, come questa:

Solo che mentre la somma delle percentuali di trasferimento di 1, 2 o 3 embrioni nel 2005 fà, correttamente, 100%, per il 2003 non è così.
13.7 + 34.4 + 44 % = 92.1 %.
E dove sono i rimanenti 7.9% di trasferimenti embrionari?
Sarà. Ma se presento una tabella come questa a un qualsiasi meeting di reparto, i miei stessi colleghi mi impallinano come un tordo.
VIVI O MORTI
STAMINALI, PETIZIONE ALL'EUROPA


|
EDITORIALE SAMIZDATONLINE La scelta di Mussi Ministro dell'Università e della ricerca è passata quasi in sordina, se ne è parlato senza troppa enfasi sui giornali. A dire il vero sembra si tratti di un nuovo corso: prima bastava un singhiozzo del governo e tutti i giornali ne parlavano per giorni. Ora questo non accade più, quasi che il popolo fosse diventato becero e i politici, gli unici a sapere cos'è bene per noi. |
|
Ma arriva il Ministro MUSSI e come prima cosa dopo essere stato eletto si reca a Bruxelles e ritira la firma dell'Italia dando, di fatto, via libera in Europa alla ricerca con l'uso distruttivo di embrioni.
Si è trattato di un atto di arroganza che non ha tenuto conto né della volontà del popolo espressa chiaramente dal Parlamento e dal Referendum, né delle gravi implicazioni che la cancellazione di quella firma comporta, né tanto meno delle promesse fatte da PRODI nel corso delle sue dichiarazioni programmatiche alle Camere, quando si era solennemente impegnato a «cercare in Parlamento larghe intese sui temi che riguardano le coscienze e i valori etici di tutti noi».
I cattolici dell'Unione che fanno?
Prodi ha espresso irritazione e disappunto, ma si è ben guardato dal costringere Mussi a fare marcia indietro, dimostrando di essere ostaggio dei DS, un leader senza leadership, un irrilevante presidente "per conto terzi".
Rutelli che, aveva fatto una proposta di legge per sostenere la ricerca sulle cellule staminali ADULTE (non embrionali), quella sulla quale si sono ottenuti i migliori risultati in termini di ricerca e di effetti terapeutici, cerca di salvarsi assicurando che per l'Italia non cambia nulla, che la nostra legislazione è salva; è come affermare che in Italia non si può sperimentare con gli embrioni ma si può fare in tutta Europa e l'Italia partecipa alle spese.
Rosy Bindi cerca di salvare la faccia, affermando che non ne sapeva nulla, ma che di certo si sarà trattato di una scelta collegiale.
Fioroni minimizza.
Resta il fatto che il Ministro che dovrebbe tutelare la nostra Ricerca scientifica ha deciso di agire nell'esclusivo interesse di attività di ricerca svolte in altri Paesi. Il suo gesto ha creato le premesse perché L'Unione Europea dirotti una parte delle risorse impegnate nella ricerca sulle cellule staminali adulte - che, ricordiamolo, sta dando buoni risultati - dirottandole su altri fronti.
Questo è gravissimo ed è ancora più preoccupante che nessuno nel Governo si sia opposto ad una decisione così grave, avallandola.
SIA CHIARO! Chiunque voglia far credere che il problema è di tipo religioso, mente, sapendo di mentire. Tanto è vero che tra i paesi contrari a questa ricerca c'è la Germania.
Non la Germania democratico-cristiana della Merkel, ma quella del governo socialista di Schroder. Il paese che ha conosciuto sulla sua carne l'orrore nazista è anche quello che in Europa ha manifestato il massimo di consapevolezza sul tema della difesa dei diritti della persona anche davanti alla sperimentazione medica.
Viene il sospetto che dietro a questa scelta ci siano le pressioni di alcune lobbies, con forti interessi economici nel settore delle bio-tecnologie.
Pertanto chiediamo al presidente del Consiglio Prodi che il governo riconfermi anche in sede europea il "no" italiano a quelle ricerche sulle cellule staminali che richiedono la distruzione di esseri umani allo stato embrionale.
Nel caso ciò non si verificasse, auspichiamo che l'opposizione presenti al Senato una mozione di sfiducia individuale contro il Ministro Mussi.
Golpe di Mussi contro la Carta Etica europea
